Addio guardia medica, al Pronto Soccorso anche di notte: è bufera. I dati in Italia

09 maggio 2016 ore 11:29, Andrea Barcariol
Sindacati sul piede di guerra, per la norma della riforma del Sistema Sanitario Nazionale del Governo Renzi che abolisce la guardia medica notturna. Mercoledì 11 maggio, saranno in piazza Montecitorio per protestare con lo slogan: "Non spegnere le luci all'assistenza notturna". Soprattutto per chi vive distante dagli ospedali e senza questa prima forma di assistenza si ritroverà in grande difficoltà. Inoltre c'è un rischio di sovraccarico delle strutture ospedaliere di Pronto Soccorso. Di opinione opposta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che parla di "riforma estremamente positiva, un passo fondamentale per l'integrazione tra territorio e ospedale", assicurando che "l'obiettivo è ora proprio l'aumento del personale medico". Il rinnovo dell'accordo collettivo nazionale della medicina generale e pediatria prevede medici di famiglia aperti dalle 8 alle 24, 7 giorni su 7; nelle ore notturne o se gli studi sono chiusi resterà solo il 118 o il Pronto Soccorso. 

Addio guardia medica, al Pronto Soccorso anche di notte: è bufera. I dati in Italia
Il sindaco dei medici italiani, lo Smi ha rilasciato il seguente comunicato stampa sullo sciopero del prossimo 11 maggio: “Il nuovo atto riduce di fatto l’assistenza della medicina generale da 24 ore su 24 a 16 ore su 24 nei giorni feriali e a 12 ore il sabato e i festivi, delegando tutti gli interventi sanitari, dai codici bianchi ai codici rossi, al sistema di emergenza urgenza 118, dalla mezzanotte alle 8 nei giorni feriali e dalle 20 alle 8 nei giorni di sabato e festivi. Se tale progetto dovesse essere attuato, i medici del 118 dovrebbero occuparsi anche di febbre, mal di pancia, mal di schiena, con il rischio di lasciare scoperto quel paziente a cui il 118 può salvare la vita. Inoltre per qualunque malore notturno il cittadino rischia di andare al pronto soccorso”.
Uno studio presentato nel 2014 all'ultimo congresso dello Smi ha svelato le retribuzioni medie annue dei camici bianchi italiani. Nette le differenze tra chi fa la guardia medica (24 euro l'ora) e un medico di medicina generale (60,7 euro l'ora). Interessanti anche i dati riguardanti il numero minino di medici per 100.000 residenti sempre nel settore della guardia medica. Il primato spetta alla Lombardia con i suoi 18 camici bianchi, che costano per residente 4,29 euro lavorando 18 ore a settimana e guadagnando, in media, oltre 23mila euro all'anno. Subito dietro la Lombardia troviamo Trento e Bolzano con i loro 23,3 medici per 100.000 residenti, che costano 5,27 euro per residente lavorando sempre 18 ore settimanali e guadagnano, in media, poco più di 22mila euro l'anno. Fanalino di coda, invece, il Molise con 115,3 medici per 100.000 residenti che costano ben 46,75 euro per residente lavorando in media 30 ore settimanali e percependo oltre più di 38mila euro l'anno.








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