Maxi blitz antidroga a Pisa (passando per Napoli e Roma): giovani marocchini in manette

09 maggio 2016 ore 11:11, Micaela Del Monte
Nell'ultimo mese sono state tantissime le operazioni anti droga nel nostro Paese che non solo hanno permesso di smantellare diverse organizzazioni dedite allo spaccio (anche internazionale), ma anche il recupero di molteplici chili di sostanze stupefacenti. Lo scorso 27 aprile infatti a Napoli è stata chiesta un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali che prevedono 22 custodie cautelari in carcere, 7 arresti domiciliari e 5 obblighi di presentazione alla p.g. L'organizzazione era riuscita a concretizzare diverse importazioni di cocaina dall’Ecuador, fra cui 48 chilogrammi giunti al porto Salerno a giugno 2014, e altri 24 kg a dicembre dello stesso anno. Alla stessa cosca erano destinati altri 33 kg di cocaina sequestrati a Manzanillo (Panama) dalla polizia locale a marzo 2015. 

Maxi blitz antidroga a Pisa (passando per Napoli e Roma): giovani marocchini in manette
A quello partenopeo è seguito il maxi blitz di Roma, che ha portato a ben sei arresti in 24 ore. Nella Capitale a finire in manette sono stati 6 romani, di età compresa tra i 15 e i 49 anni, un 25enne della provincia di Catanzaro e un 21enne della provincia di Lecce e i Carabinieri hanno recuperato e sequestrato circa 300 grammi di droga, tra cocaina, hashish e marijuana, materiale per il confezionamento della sostanza e 9 bilancini di precisione, oltre a 3205 euro in contanti, provento dell’attività illecita.

Questa mattina è toccato invece a Pisa dove sono stati oltre 13 i chili di hashish sequestrati assieme ad un chilo di cocaina e diverse migliaia di euro nascosti in intercapedini di una auto che ha poi portato al sequestro complessivo di 1 tonnellata di hashish e oltre 2 chili di cocaina. La Polizia di Pisa ha poi arrestato diverse persone ritenute responsabili dei reati di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e spaccio di droga. La banda, composta da giovani marocchini legati anche da vincoli di parentela, operava a Pisa e nel suo hinterland. L'indagine era stata avviata nel novembre del 2014 a seguito di un arresto in flagranza di reato.
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