L’Iran testa missile di precisione: gittata a 2000km. I “falchi” contro Rohani?

09 maggio 2016 ore 12:24, Luca Lippi
Leggiamo da Reuters che due settimane fa l'Iran ha testato un missile balistico con una gittata di 2.000 chilometri e una precisione di otto metri.
E' quanto ha detto un funzionario iraniano citato dall'agenzia di stampa Tasnim. "Abbiamo testato due settimane fa un missile con una portata di 2.000 chilometri e con un margine di errore di otto metri. Un margine di errore di otto metri equivale a una precisione totale", ha spiegato il generale Ali Abdollahi.
I Guardiani della Rivoluzione sparano razzi balistici che hanno una gittata di 2 mila chilometri e potrebbero colpire il “nemico” più lontano dell’Iran, ovvero il “regime sionista”. 
Tanto per chiarire il concetto, già l’agenzia semiufficiale Fars ha diffuso la notizia che sono in prova di lancio da diverse settimane missili Qadr-H e Quadr F. 
Dai monti Alborz, la catena montuosa che domina Teheran partono i missili a fusoliera gialla per colpire obiettivi prefissati a 1.400 chilometri di distanza sulla costa di Makran, nel sud-est del Paese. Tra il punto più vicino dell’Iran e Israele vi è una traiettoria di circa mille chilometri. 

L’Iran testa missile di precisione: gittata a 2000km. I “falchi” contro Rohani?
 
I nuovi missili a lungo raggio sono stati ideati e sviluppati per colpire i nemici dell’Iran e in particolare il regime sionista di Israele? Dice il generale Amir Ali Hajizadeh: “Noi non miriamo ad espansioni territoriali, ma chiunque cerchi di fare una mossa distruttiva o oppressiva contro l’Iran, sarà colpito dai nostri missili. Le perfide azioni del regime sionista ci sono ben chiare. La ragione per cui abbiamo sviluppato missili con una gittata di 2 mila chilometri è per colpire il nemico più lontano, ovvero il regime sionista”. 
I test missilistici di questi giorni e le bellicose dichiarazioni dei Pasdaran, la milizia d’élite che fa capo alla guida suprema l’ayatollah Ali Khamenei, rivelano le contrapposizioni interne tra l’ala militare e conservatrice, contraria ad una normalizzazione dei rapporti con l’Occidente, e la politica moderata del presidente Hassan Rohani e dei suoi alleati riformisti, che invece stanno tentando di attrarre investimenti stranieri in Iran. 
Gli alleati di Rohani hanno vinto nelle recenti elezioni per il nuovo Parlamento, o Majlis, e la nuova Assemblea degli Esperti, l’organismo religioso che dovrà eleggere la prossima guida suprema, qualora Khamenei uscisse di scena. I conservatori-fondamentalisti hanno perso terreno ma continuano ad opporsi alla politica di apertura, avviata con l’accordo sul ridimensionamento del programma nucleare iraniano e la fine dell’embargo internazionale contro la Repubblica islamica. 
I test missilistici, giocati in chiave anti-israeliana, appaiono un ennesimo tentativo da parte dei “falchi” di indebolire Rohani, nella lunga partita che si è aperta tra i diversi centri di potere iraniani. Ma queste sono solo supposizioni!  

autore / Luca Lippi
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