La Grecia "in fiamme". Tsipras il rivoluzionario taglia le pensioni e scoppia il caos.VIDEO

09 maggio 2016 ore 12:45, Americo Mascarucci
Ma  il primo ministro greco Alexis Tsipras non era stato eletto proprio per evitare tutto questo? 
Non aveva promesso che una volta al potere avrebbe difeso lo stato sociale? 
Il Parlamento greco ha votato invece  tagli alle pensioni e nuove imposte sul reddito, nonostante le proteste sfociate negli scontri con la polizia nelle strade di Atene tra chi si oppone alle nuove misure di austerità. 
E sapete come ha risposto il premier a chi gli rinfacciava di aver cambiato radicalmente la sua politica? "Il sistema pensionistico non può sopravvivere senza una riforma di vasta portata". Peccato che in campagna elettorale, soprattutto la prima volta quando vinse con un programma di estrema sinistra e promettendo di buttare a mare gli accordi che il precedente governo di centrodestra aveva raggiunto con l’Europa, avesse sostenuto l’esatto contrario. 
Ma la situazione greca è un po’ come quella del Titanic dopo lo scontro con l’iceberg e quindi senza gli aiuti europei il default è sempre dietro l’angolo. E Tsipras è costretto diligentemente a fare "i compiti a casa" rispettando le imposizioni della Troika, prima fra tutti la riforma delle pensioni.  
Il via libera del parlamento ellenico riguarda in particolare la stabilizzazione (e i conseguenti risparmi) del sistema pensionistico ed un aumento delle tasse per complessivi 3,6 miliardi di euro, misure che si inseriscono in un pacchetto più ampio da 5,4 miliardi di euro concordato con l'Ue e l'Fmi. 

La Grecia 'in fiamme'. Tsipras il rivoluzionario taglia le pensioni e scoppia il caos.VIDEO
Immediata la reazione dei greci che in migliaia sono scesi nelle strade di Atene per manifestare contro le ulteriori misure di austerity. Gli incidenti più pesanti si sono verificati quando un gruppo di anarchici ha lanciato molotov contro le forze dell'ordine, che hanno risposto con i lacrimogeni per disperderli. Anarchici che un tempo eranio i principali sostenitori di Siryza. 
Le nuove norme approvate dal governo valgono 3,6 miliardi di euro tra aumenti di entrate e tagli alle spese, una condizione richiesta da Ue e Fmi per varare la seconda tranche del terzo piano di aiuti internazionali da 86 miliardi di euro (approvato l’estate scorsa) che consentiranno ad Atene di evitare il default. La Grecia è infatti chiamata a versare entro luglio 3,5 miliardi di euro di debiti in scadenza (soprattutto nei confronti della Bce).
I creditori internazionali (Commissione europea, Bce, Fmi e Esm) chiedono anche che sia approvato un pacchetto di misure da far scattare nel caso il governo ellenico non riesca a centrare l’obiettivo di avanzo primario al 3,5% del Pil nel 2018. 
Oggi si riunirà l’Eurogruppo dove si discuterà anche sulla ristrutturazione del debito, come richiesto dal Fmi: su questo c’è divisione fra i 19, e in particolare la Germania è contraria.




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