Bolzano, Adinolfi: “Soddisfatti, ma ora scrivo all’Agcom. Con la par condicio vi sorprenderemo”

09 maggio 2016 ore 14:04, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Mario Adinolfi, candidato sindaco di Roma per il Popolo della Famiglia, commenta i risultati delle Amministrative a Bolzano, lancia un appello all'elettorato cattolico e chiede maggior spazio mediatico: "Siamo stati completamente silenziati: ora per legge non si potrà più fare".

Alleanza per Bolzano ha ottenuto il 4,8%. Come commenta questo risultato?


«Siamo soddisfatti è un risultato incoraggiante, a Bolzano eravamo in difficoltà perché abbiamo dovuto presentare il simbolo pochissimi giorni dopo la nostra fondazione. In poco tempo ci siamo organizzati grazie a Giovanna Arminio, la nostra capofila, e abbiamo centrato un risultato importante insieme ad Alleanza per Bolzano che sarà presente in Consiglio Comunale e potrà incidere nelle politiche per la città».


Molti partiti invece hanno fatto errori nella compilazione delle liste elettorali, da Fassina a Roma a Fdi a Milano passando per Alfano a Cosenza. Cosa ne pensa?


«Noi abbiamo presentato le liste in tutto il territorio nazionale e non c’è stata mai un’osservazione su un documento. Abbiamo prodotto una capacità organizzativa straordinaria, mentre leggo che Fassina ha fatto il suo errore di inesperienza e forse anche di arroganza, leggo di Fdi a Milano e di Alfano a Cosenza. Forse pensavano di avere una condizione di impunità, mentre queste procedure costano enorme sacrifici, soprattutto per la raccolte delle firme. Oggi siamo un soggetto politico riconosciuto a tutti gli effetti, anche dall’Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ndr). Vi do questa notizia in anteprima, sto scrivendo all’Agcom in vista dell’applicazione della par condicio perché secondo il regolamento una volta che sei presente con le liste nel 25% del territorio nazionale sei equiparabile ai soggetti nazionali presenti in Parlamento. Noi invece siamo sempre stati inseriti, anche nei sondaggi, nella colonnina “altri”. L’Agcom dovrebbe far presente alle reti nazionali che quando si parla di elezioni amministrative si deve parlare del Popolo della Famiglia equiparandolo per spazio, tempo e contenuti agli altri partiti che vengono solitamente omaggiati».

Secondo lei le amministrative segneranno la fine dei vecchi schemi politici?


«Con ogni probabilità ci sarà un grande attore centrale che è il Pd, un’opzione populista che è quella dei pentastellati, un centrodestra in cerca di identità ma spappolato in liti e poi la grande novità che è il protagonismo cattolico. Una novità quella del Family Day non percepita in termini politici e che sta per essere umiliata dal voto di fiducia, richiesto da Renzi senza necessità, sulle unioni civili. Il Popolo della Famiglia vive intorno a tre questioni centrali: il no alla cancellazione del diritto di un bambino ad avere una mamma e un papà, il contrasto alla legge 194 con l’obiettivo della sua abrogazione e la difesa dei diritti dei bambini dall’assalto del gender nelle scuole. Una presenza politica organizzata dei cattolici nel panorama politico che non era visibile da circa 20 anni, da quando si è usciti dallo schema dei partiti collaterali».


Bolzano, Adinolfi: “Soddisfatti, ma ora scrivo all’Agcom. Con la par condicio vi sorprenderemo”
A Roma, ad esempio, durante la campagna elettorale si sta parlando spesso di temi etici. Faccia un appello ai cattolici?


«I veri cattolici possono votare solo per il Popolo della Famiglia. Quelli che vogliono che la droga sia combattuta senza cedimenti, che odiano l’idea di uno Stato pappone che si mette a far soldi sulla prostituzione, che sono contro l’aborto, che non celebreranno mai le unioni civili in Campidoglio. Nessuno, al di fuori de Il Popolo della Famiglia, ha nel programma queste caratteristiche unite a una fortissima capacità propositiva sugli incentivi alla natalità, sulla battaglia vera a favore delle condizioni fiscali della famiglia. Se si vuole scegliere il mondo proveniente dal Family Day e chi sosteneva i principi non negoziabili quelli siamo noi. Al primo turno delle amministrative si vota per dare forza a un’opzione identitaria che condizionerà e cambierà lo scenario politico».

E al secondo turno?

«Bisognerà vedere chi sono i soggetti del secondo turno, noi contiamo di essere presenti in più di un ballottaggio in tutto il Paese. In questo momento non dobbiamo decidere chi sarà il nostro interlocutore del secondo turno».


Neanche a Roma?

«A Roma muore un candidato al giorno, noi siamo impegnati a costruire le condizioni per l’affermazione de Il Popolo della Famiglia che potrebbe essere anche molto sorprendente ora che cambierà anche il quadro mediatico. Siamo stati completamente silenziati, ora questo, per legge, non si potrà più fare. Dateci almeno pari spazio degli altri per far conoscere le nostre idee. Un dato è certo: tutti temono la nostra affermazione, questo dovrebbe far scattare qualche domanda a tutti quei cattolici che sono ancora dubbiosi».

Entro giovedì Renzi ha detto che il Parlamento darà il via libera definitivo alle legge sulle unioni civili mettendo la fiducia. Cosa ne pensa?


«Mi pare incredibile che si sia scelta la via golpista con il voto di fiducia su una legge di coscienza».

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