Bollo auto, non conviene l’abolizione: associazioni attaccano. Facciamo due conti

09 maggio 2016 ore 14:28, Luca Lippi
C’è una sollevazione di scudi sulla ventilata abolizione del Bollo auto da parte di Fioravante Bosco, segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento. Non si possono mettere in discussione le criticità evidenziate dal rappresentante sindacale. A fronte della preoccupazione del sindacalista sulle mancate entrate nelle casse regionali contrappone però la certa moltiplicazione del peso fiscale a danno dei cittadini.
Facciamo un distinguo preciso: Il deputato Roberto Caon  ha scritto e fatto presentare alla Camera dai deputati di Fare (il gruppo politico che fa riferimento al sindaco di Verona Flavio Tosi ) una proposta per abolire il bollo auto. In conferenza stampa il deputato ha detto a proposito della proposta di legge: “Le famiglie sarebbero avvantaggiate ma anche lo Stato avrebbe un incremento di introiti perché aumenterebbe la platea dei contribuenti e sarebbe resa impossibile l’evasione”.
Ci sono 43,5 milioni di auto circolanti, quasi 4 milioni di veicoli, quelli che hanno targa estere, non pagano. Si tratta di quasi il 10% del totale. E poi ci sono i bus turistici, e migliaia di camion che recano targa estera. Se contribuissero tutti, il carico per le famiglie diminuirebbe. E soprattutto queste sarebbero chiamate a pagare solo in base al consumo,  in sostanza è un modo per fare aumentare le tasse e contestualmente anche combattere l’evasione. 

Bollo auto, non conviene l’abolizione: associazioni attaccano. Facciamo due conti

Detto questo e sulla base della proposta, che ci sia un aumento della pressione fiscale attraverso l’introduzione di un’accisa sulla benzina è indubbio, è anche vero, però, che a pagare saranno chi utilizza realmente un veicolo a motore e soprattutto chi usandolo procura esigenze di manutenzione alle infrastrutture preposte.
A parte i conti del rappresentante sindacale, il problema vero è il mancato introito di una tassa direttamente nelle casse delle Regioni, ma questa è una questione che dovranno concordare Governo centrale e Regioni, se mai si arriverà a trasformare la proposta in un disegno di legge e poi in legge.
I conti proposti sono esatti, il Bollo Auto, nel 2015, ha assicurato alle casse delle Regioni oltre 6 miliardi di euro. Esso incide per l’11,7% del totale delle entrate delle imposte e tributi propri delle Regioni (IRPEF Regionale, IRAP, ARISGAM, ecc.), che equivalgono a 51,4 miliardi di euro. Nello specifico le tasse automobilistiche hanno assicurato lo scorso anno in Lombardia 849 milioni di euro (il 9% del totale del gettito dei tributi propri); nel Lazio 775 milioni di euro (il 9,4% del totale dei tributi propri); nel Veneto 595 milioni di euro (il 14% del totale del gettito dei tributi propri); in Emilia Romagna 550 milioni di euro (il 14,7% del totale dei tributi propri); in Piemonte 543 milioni di euro (il 10,8% del totale dei tributi propri); in Campania circa 398 milioni di euro (il 13,4 del totale dei tributi propri). E’ quanto emerge da un’analisi della UIL Servizio Politiche Territoriali che ha elaborato i Bilanci di previsione delle Regioni del 2015. Considerando il parco veicoli circolante in Italia, nel 2015 si sono pagati 147 euro in media l’anno per ogni veicolo circolante (autovetture, motocicli, ecc.).
Ovviamente, a fronte del mancato introito si dovrà raggiungere un’intesa, Governo e Regioni concorderanno un gettito come è stato fatto per la Tasi.
Che poi emergano tasse in sostituzione del Bollo auto è piuttosto naturale, non sarebbe possibile garantire la manutenzione delle infrastrutture se non entrassero le risorse per sostenerne i costi. 
Se poi diventa una questione meramente gestionale delle risorse, questo è un problema politico amministrativo e non una questione ideologica!
Un “adeguato” aumento delle accise sulla benzina a fronte della eliminazione del bollo auto per tutti, è un’operazione equa, come lo sarebbe l’aumento delle accise sui tabacchi in favore del Ssn perché il tabagista costa più di un non tabagista al Ssn. Se poi si dovesse armare una guerra ideologica, allora su questo terreno è buono tutto quello che si dice!

autore / Luca Lippi
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