Magistratura e politica, Di Pietro a Grasso: "Pm hanno diritto-dovere di far sentire la propria voce. Renzi ha politicizzato referendum"

09 maggio 2016 ore 17:09, Lucia Bigozzi
"Rispetto il presidente Grasso, ma proprio perchè ex magistrato sa bene che non si tratta di prendere una posizione politica, perchè tutti i magistrati come tutti i cittadini italiani, hanno il diritto-dovere di far sentire la propria voce in relazione alla Costituzione italiana". Non ha dubbi Antonio Di Pietro che da ex magistrato legge la sollecitazione del presidente del Senato, dopo le polemiche sul "caso" Morosini. Nell'intervista a Intelligonews l'ex pm di Mani Pulite, mette sul "banco degli imputati" il premier Renzi... 

Il presidente del Senato Grasso a proposito di politica e giustizia ha dichiarato che i magistrati non devono confondere le loro funzioni. Dall'alto della sua esperienza di ex Pm, cosa si sente di dire all'ex magistrato Grasso?

"Ho molto rispetto sul piano personale e professionale della storia del presidente del Senato Grasso e dell'ex magistrato Grasso. E però, proprio perchè è stato un magistrato, sa bene che con riferimento alle riforme costituzionali, non si tratta di prendere una posizione politica a favore o contro questo partito, a favore o contro una posizione politica. Tutti i magistrati come tutti i cittadini italiani, hanno il diritto-dovere di far sentire la propria voce in relazione alla Costituzione italiana che non ha nulla a che vedere con questa o quella politica. E se c'è un rimprovero da fare in questo momento a qualcuno, è al presidente del Consiglio che ha legato le riforme costituzionali alla sua vicenda politica. Semmai è lui il responsabile di questa politicizzazione di questo evento".

Magistratura e politica, Di Pietro a Grasso: 'Pm hanno diritto-dovere di far sentire la propria voce. Renzi ha politicizzato referendum'
Può un magistrato esprimere le proprie opinioni, come nel caso di Morosini sul referendum costituzionale, oppure è meglio astenersi da qualsiasi valutazione?

"I referendum costituzionali sono per definizione una presa di posizione di ciascun cittadino perchè riconosciuta dalla legge sia che esso faccia il medico, sia che faccia il magistrato. Ed allora, io condivido totalmente la presa di posizione di Armando Spataro che ha fatto presente che non ci troviamo di fronte a uno scontro politico, ma a un confronto sulla carta costituzionale. Eppoi permettetemi di fare un'aggiunta che va oltre la sua domanda...".

Quale?

"Siamo di fronte all'ennesima furbata: la buttiamo in politica per dire che il magistrato non può parlare. Ma qui, allora il magistrato non potrebbe parlare nemmeno quando si fa la riforma di una legge penale o processuale? La verità è molto semplice: si butta in politica per non affrontare il merito dei rilievi mossi da larga parte della dottrina, da numerosi costituzionalisti ed esperti rispetto alle riforme costituzionali che è stata fatta".

Il ministro Orlando incontrerà per un chiarimento Morosini e i vertici dell'Anm. Secondo lei il Guardasigilli da che parte deve stare? Dalla parte della politica o dalla parte dei magistrati? 

"Il ministro della Giustizia, in quanto ministro di un governo, non vi è dubbio che esprime una posizione di politica giudiziaria a livello governativo; quindi io non ho da rimproverare il fatto che egli porti avanti una sua politica giudiziaria che io non condivido, e tuttavia gli riconosco il diritto, come lui deve riconoscerlo a me, di esprimere una valutazione. Detto questo, non può certamente utilizzare le sue funzioni di ministro della Giustizia per silenziare gli altri". 
autore / Lucia Bigozzi
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