QE e ripresa, la mossa della Bce in tre tempi. LA SCHEDA

09 marzo 2015, intelligo
Di Luca Lippi. Le misure espansive volte a contrastare l’eccessiva riduzione delle attese d’inflazione di breve termine, la forza dell’euro e la persistente debolezza del credito bancario messe in campo nel tempo dalla BCE sono state tre fino ad oggi. Vediamole nel dettaglio.


TAGLIO TASSI SULLE OPERAZIONI. Il taglio dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, è il più convenzionale degli strumenti, il suo scopo è di ridurre i costi di finanziamento delle banche che ricorrono ai prestiti presso la Bce. Si è verificato il taglio dei tassi di policy con restringimento del corridoio (significa una linea di condotta mirata a ridurre lo spazio di fluttuazione da +/-1% a +0,5/-0,25%) ed è accaduto il 2 maggio e il 7 novembre 2013. 


LTRO. Long  term refinancing operation: è un piano di rifinanziamento a lungo termine annunciato l’8 dicembre 2011 e compiuto in due tranche successive (22 dicembre 2011 e 1marzo 2012).


QE. Quantitative Easing, ovvero l’acquisto di titoli di Stato e di pacchetti cartolarizzati di debiti. E siamo a oggi. Vediamo subito il gradimento soprattutto per il QE e soprattutto diciamo il perché.

QE e ripresa, la mossa della Bce in tre tempi. LA SCHEDA


EFFETTI. Proiettiamo nel futuro la reazione del mercato agli episodi passati, e la risposta è piuttosto omogenea: un Quantitative Easing, è il provvedimento non convenzionale più gradito, soprattutto per le banche dei paesi periferici e in particolar modo per quelle italiane. Ha visibilmente effetti maggiori rispetto a un taglio dei tassi. I rendimenti anomali dell’indice bancario reagiscono assai positivamente all’apertura della Bce a un possibile QE annunciato nel meeting d’inizio aprile. Più ampia la reazione positiva del mercato azionario bancario italiano alla conferenza stampa di maggio. 


Il mercato è positivamente sollecitato per l’attuazione di qualsiasi manovra espansiva volta a contrastare la bassa inflazione (porta beneficio soprattutto ai Paesi con un elevato debito pubblico). Ancora di più, il programma di acquisto titoli rende meno onerosa la raccolta di fondi delle banche soprattutto quelle italiane: la riduzione dello spread Btp-Bund riduce il costo di emissione delle obbligazioni bancarie e di altre forme di finanziamento per le banche che presentano a tutt’oggi margini per un’ulteriore compressione.

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