Rientrano altri 66 bambini dal Congo adottati in Italia. E' il "dopo Boschi"

09 marzo 2016 ore 11:20, Lucia Bigozzi
Dietro alla notizia c’è tanta sofferenza, coraggio e amore. L’amore di coppie, famiglie italiane, che hanno fatto la scelta dell’adozione: un bimbo strappato a un futuro di miseria e probabilmente di morte, in un paese lontano dove non c’è niente di tutto quello che nel ricco Occidente un bambino della stessa età può avere. E’ una storia di coraggio quella delle famiglie che oggi sono arrivate alla fine del percorso e potranno abbracciare i figli adottivi in arrivo dal Congo. Sono 66 bambini della Repubblica Democratica del Congo, regolarmente adottati da famiglie di vari Paesi, ma bloccati nel continente africano dal 2013 per sospetti sulle procedure di adozione, sollevati dalle autorità governative. La bella notizia è che il governo ha detto sì alla partenza dei bambini adottati rendendo così possibile il loro ricongiungimento con le famiglie adottive in Italia. L’ok dalle autorità del Congo è arrivato a Roma tramite l’Ambasciata d’Italia e a ufficializzare il tutto è stata la Farnesina. Il nuovo gruppo composto dai 66 bambini si aggiunge così al primo di 14 minorenni già autorizzato dal mese scorso. I dettagli della situazione di impasse che si era venuta a creare, riguarda 130 bambini, ma non è finita per tutti perché per 50 di loro la vicenda è ancora in sospeso e dunque in attesa di uno sblocco. Le ragioni le spiega al Fatto Quotidiano, l’associazione Amici dei Bambini attraverso il suo presidente Marco Griffini: “Il problema del blocco delle adozioni fu determinato dalla necessità del Congo di dotarsi di una legge sulle adozioni più stringente; ora il nostro auspicio è che si possa riprendere a lavorare con il Congo con tranquillità e fiducia”
La decisione di Kinshasa “ci rende felici, per i bambini e per le famiglie”, spiega Marco Griffini, presidente dell’Associazione per le adozioni internazionali Amici dei Bambini. “Finalmente questi bambini tornano dai loro genitori speriamo che tra breve rientrino anche gli altri”.  Quindi aggiunge: “Ora il nostro auspicio è che si possa riprendere a lavorare con il Congo con tranquillità e fiducia”.  Soddisfazione anche da parte del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ricorda come “questo nuovo gruppo di bambini” si aggiunga “ai 14 già autorizzati da metà febbraio”. Il titolare della Farnesina auspica inoltre che “la buona cooperazione in corso con le autorità congolesi possa proseguire” e confida anche nel fatto che possa procedere velocemente l’azione della Commissione Adozioni Internazionali “affinché le procedure vengano completate e i bambini possano presto abbracciare le famiglie adottive”.  Lo sblocco della situazione per i 66 bambini del Congo segue la “missione” che il ministro Maria Elena Boschi compì un anno fa in Congo andando a prendere il primo gruppo di bambini autorizzati dalle autorità governative del Paese e che riportò in Italia dalle famiglie adottive. 

autore / Lucia Bigozzi
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