Trump, Cacciari: "Era prevedibile, il segnale dell’incazz…ra universale. Prima o poi scoppierà..."

09 marzo 2016 ore 13:12, Lucia Bigozzi
“Effetto Trump? Non è imprevedibile, è il segnale dell’incazz…ra universale nei confronti dell’establishment politico, tecno-economico e finanziario che decide tutto da solo e fa tutto male”. Dal suo osservatorio, il filosofo Massimo Cacciari tratteggia un quadro impietoso del perché Trump cresce nei sondaggi sulle primarie per le presidenziali e nei desiderata dell’americano medio. Nell’intervista con Intelligonews evidenzia qual è il rischio. E sulla Clinton vaticina…

Effetto Trump imprevedibile come in altre parti del mondo: cresce nei sondaggi contro ogni previsione degli analisti. Cosa sta succedendo?

«Non è un effetto imprevedibile. E’ il segnale dell’insofferenza crescente nei confronti dell’establishment, della tecnocrazia, della burocrazia, del meccanismo centralistico statale della finanza. Mutatis mutandis è un po’ quello che avviene in altri Paesi occidentali, in ciascuno dei quali ogni volta assume volti e configurazioni diverse ma, sostanzialmente, è la stessa cosa. In altre parole: non se ne può più di meccanismi sottratti a ogni forma di controllo e di partecipazione; sono dieci anni che cresce questa ondata, non è certo da ieri e se non ci viene messa mano, finirà per mettere in crisi l’idea stessa di democrazia rappresentativa. Speriamo che qualcuno dei politici, dei partiti politici comprenda e si impegni prima che sia troppo tardi»

Con le dovute proporzioni, l’avanzata di Trump è paragonabile a quella di Marine Le Pen in Francia, Alba Dorata in Grecia o i movimenti di estrema destra in Slovacchia? E’ una forma di dissenso dal basso che viene raccolta da outsider dell’anticasta?

«Una volta è di destra, una volta è di sinistra, non è questo il punto. La verità è l’incazz…ra universale nei confronti dell’establishment politico, tecno-economico e finanziario che decide tutto e fa tutto male. L’esito di tutto ciò diventa pericoloso sulla faccia della terra e rispetto a questo non c’è alcun tipo di controllo politico e democratico. E a un certo momento è chiaro che la cosa scoppierà; basta un’altra ondata di crisi e ce ne accorgeremo»

Immaginiamo l’opzione scontro diretto Trump-Clinton: tutti dicono che non c’è storia e vince la Clinton. Siamo così sicuri? In questo caso l’effetto sorpresa è da mettere nel novero delle possibilità o va scartato a priori?

«Vincerà la Clinton, ancora per questa volta sarà lei ad affermarsi e il motivo è che non c’è al momento una situazione di crisi così drammatica tale da spingere la gente a votare Trump, ma siamo molto vicini. Basterebbe che ci fosse una nuova catastrofe economica tipo quella del 2007 e vincerà Trump. Oggi come oggi, la spunterà ancora la Clinton».

Fabrizio Rondolino nell’intervista a Intelligonews avanza un parallelismo tra Renzi e Trump. Qual è la sua valutazione? 

«Che stupidaggine… in tutto questo non c’è niente di credibile».
 

autore / Lucia Bigozzi
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