Trump, Di Stefano (CasaPound): “Un mattacchione che può dare la svolta. In cosa ricorda Le Pen”

09 marzo 2016 ore 14:08, Andrea Barcariol
Promosso "ci sta simpatico" ma con riserva "voglio leggere il suo programma economico". Così Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound Italia nell’intervista a IntelligoNews commenta la vertiginosa ascesa di Donald Trump, pronto a sfidare Hillary Clinton per la conquista della Casa Bianca.  

Trump continua a volare nelle primarie in Usa. Come si spiega questo fenomeno?

«E’ un personaggio fuori dagli schemi tradizionali, credo che abbia contro anche poteri forti relativi all’establishment finanziario, questo ce lo rende simpatico. Sicuramente non era il candidato che i repubblicani volevano e questo ce lo rende ancora più simpatico. Noi seguiamo quanto avviene negli Stati Uniti con un certo distacco, io non riesco a fare il tifo sapendo che tutti i loro presidenti hanno applicato delle politiche contro gli interessi dell’Italia e dell’Europa. Potrebbe essere un momento di svolta, la carta a sorpresa pescata dal mazzo».

La Clinton è nettamente favorita. Lei crede che Trump possa vincere?

«Secondo me ce la può fare, gli Stati Uniti escono da un periodo non positivo, con una gestione fiacca di Obama e l’America vuole tornare a essere grande. Gli Usa non sono più quelli di una volta, per fortuna nostra. Trump è in grado di interpretare questo sentimento di grandezza molto più della Clinton che non offre nessun sogno, nessuna visione, è semplicemente il continuo dell’esperienza di Obama».

Trump, Di Stefano (CasaPound): “Un mattacchione che può dare la svolta. In cosa ricorda Le Pen”
La sua carta vincente è l’antipolitica che fa sempre più presa sui cittadini?


«C’è voglia di gente che sia in grado di uscire dal politicamente corretto e che sia autentica. I cittadini sono stufi della propaganda continua che arriva dai mass media secondo i quali non dobbiamo mai alzare la voce, mai protestare, e stare sempre con la testa abbassata. Ieri il governo tedesco se ne è uscito con un opuscolo per insegnare ai migranti come si fa sesso con le donne europee. La gente è stanca, stiamo rasentando la follia. Anche noi stiamo partendo su Roma con una campagna politicamente molto scorretta e vogliamo andare avanti così».


Trump può essere associato alla Le Pen?

«Come toni potremmo anche esserci, anche se la Le Pen cerca di fare discorsi determinati ma pacati, Trump invece gioca di più con le parole, è un mattacchione. Leggerò bene il suo programma economico per capire se può essere un fenomeno simile a quello che sta avvenendo in Europa dove ci sono fenomeni politici di stampo lepenista che sono identitari ma anche sociali, ovvero contro la globalizzazione e per una visione diversa dell’economia. Voglio capire se anche Trump sta in questa direzione».

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