Qe down, l'errore della Bce un anno dopo. Nuova iniezione da Draghi?

09 marzo 2016 ore 14:28, Lucia Bigozzi
Qual è il bilancio del Quantitative Easing firmato Draghi? E’ passato un anno ma rispetto alla strategia della Banca centrale europea per combattere la deflazione e far ripartire l’economia nell’asfittica eurozona, i risultati finiscono per tradire le aspettative. A fornire una valutazione “scientifica” sono gli analisti della Cgia di Mestre che ha riletto e scorporato i dati della Bce e di Eurostat. Risultato: l’impennata dei prezzi al consumo non ha ancora centrato l’obiettivo fissato dalle autorità europee: raggiungere il 2 per cento. Procede al rallenty anche l’allentamento del credit crunch. Per il 2015 i numeri segnalano una crescita dell’inflazione dell’eurozona pari solo allo 0,1 per cento mentre i prestiti erogati alle società non finanziarie sono diminuiti nei dodici mesi appena chiusi dello 0,7 per cento. L’analisi della Cgia passa poi in rassegna il dettaglio relativo ai singoli paesi e in questo caso è possibile notare che in Italia dove finora la Bce ha acquistato più di 87 miliardi di titoli di Stato (pari al 16% del totale), l’inflazione è salita solo dello 0,2% mentre i prestiti alle società finanziarie sono diminuiti del 2,3%. Non si tratta di un caso isolato perché pure in Francia e in Germania dove l’acquisto di titoli di Stato ha raggiunto dimensioni maggiori, l’inflazione si attesta su livelli decisamente bassi, pari al +0,2 per cento e al +0,1 per cento. Diversamente da Roma però, Berlino e Parigi durante il 2015 hanno visto salire i prestiti alle società non finanziarie. 

Qe down, l'errore della Bce un anno dopo. Nuova iniezione da Draghi?
La Spagna, altro Paese con il pacchetto più sostanzioso di acquisti da parte della Banca centrale europea, la deflazione è a livelli elevati. Madrid infatti ha visto scendere i prezzi al consumo dello 0,5 per cento ed ha assistito a un calo dei prestiti pari al 4,6 per cento. Analogie evidenti con la Finlandia, la Slovacchia, la Lituania e l’isola di Cipro. Tra i Paesi che hanno registrato nuovamente contrazioni dei prestiti alle società non finanziarie si collocano oltre a  Italia e Spagna, i Paesi Bassi (-8,1%), il Portogallo (-5%), l’Irlanda (-22,4%), la Slovenia (-10,9%), la Lettonia (-2,6%), Malta (-4,7%) e Cipro (-0,9%). E adesso? La domanda sorge spontanea mentre da Bruxelles c’è chi ventila l’ipotesi che Draghi potrebbe decidere una nuova tranche di acquisti di titoli di Stato. Ipotesi, ma c’è un altro interrogativo che si impone visti i risultati ad oggi: servirà veramente a frenare la corsa dei prezzi e a rilanciare l’economia dell’Eurozona? 

autore / Lucia Bigozzi
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