"Italia più giusta e più degna" con la legge sull'omicidio stradale. Renzi fa giustizia

09 marzo 2016 ore 16:39, Lucia Bigozzi
In fondo alla legge c’è la firma del premier Matteo Renzi. Così oggi è il giorno – atteso – della legge sull’omicidio stradale. Quella firma non l’ha vista in diretta, Marina Fontana, vedova di Roberto Cona, una delle tantissime vittime della strada ma solo perché nello stesso momento stava a Palermo per la stessa battaglia. Il premier l’aveva invitata, ma anche se Marina non c’era fisicamente, era come se fosse lì visto che il provvedimento era quanto mai urgente. E oggi il primo pensiero della vedova è stato per il marito che non c’è più. “Il mio primo pensiero è stato a Roberto e a tutti quelli che non ci sono più. E anche a tutti quelli che con me hanno creduto, lottato, e mai mollato”. La donna ringrazia Renzi per l’impegno assunto e ricorda le battaglie portate avanti “insieme a tanti superstiti e a tantissimi familiari delle vittime della strada”. Di quelle battaglie oggi “vediamo il desiderato risultato”. Sulle novità del provvedimento che prevede un giro di vite sulle pene per i reati connessi, Renzi spiega che “fino a oggi le pene erano assolutamente troppo morbide”. E lo dice davanti ai parenti delle vittime della strada e annuncia: “Da domani c’è da lavorare sempre più per rendere le strade sicure e perché la strage infinita non continui. Se questa legge servirà banalmente a educare a stare attenti e far capire che non ci si mette alla guida ubriachi o drogati e a capire che la vita è un valore, avremo reso l'Italia un paese più giusto e più degno. È atto di attenzione da parte del Paese”. 

'Italia più giusta e più degna' con la legge sull'omicidio stradale. Renzi fa giustizia
Dunque l’impegno che il premier rilancia da Palazzo Chigi è lavorare sulla sicurezza stradale “perché questa strage infinita possa essere ricondotta alla normalità dei valori. Per restituire valore alla vita”. C’è poi un altro passaggio sul quale il premier si sofferma: “I familiari delle vittime non vivono questa legge come una vendetta ma come un modo per rendere giustizia a chi non c’è più. Non si augura di vivere mai un'esperienza così a nessuno, neanche al peggior nemico o alla persona che più detesto”. Dopo la cerimonia della firma, Renzi si è trattenuto a parlare con gli esponenti delle associazioni che chiedevano da tempo un inasprimento delle pene per il reato di omicidio stradale e definisce l’iter che ha portato alla legge “un percorso nato dal basso, che ha visto tanta mobilitazione e banchetti nelle parrocchie”. Dopo la firma i fatti. 
autore / Lucia Bigozzi
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