Trump, Pontecorvo: "Cruz più vicino a noi ebrei. Ma l'America di un tempo non tornerà"

09 marzo 2016 ore 17:16, Micaela Del Monte
"Gli americani stanno puntando su un cavallo che gli si ritorcerà contro". Con queste parole Gianluca Pontecorvo, giovane membro delle Comunità Ebraica di Roma e co-fondatore di Progetto Dreyfus, ha commentato a IntelligoNews l'escalation di Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. Pontecorvo ha fatto poi un punto sul rapporto tra gli ebrei americani e il magnate candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

Trump, Pontecorvo: 'Cruz più vicino a noi ebrei. Ma l'America di un tempo non tornerà'
Gli ebrei americani come vedono la scalata di Donald Trump negli Stati Uniti?

«Gli ebrei americani e non solo stanno vivendo con grande interesse gli sviluppi della corsa alla presidenza degli stati uniti visti i contenuti e le modalità con cui i candidati stanno affrontando argomenti caldi come il rapporto tra USA-Israele, ed il conflitto mediorientale. Trump, Sanders, Clinton ad oggi risultano, per motivi diversi, quelli meno vicini agli ebrei e allo stato d'Israele. Quello che risulta più vicino invece allo stato ebraico è sicuramente il repubblicano Ted Cruz il quale è arrivato a dichiarare durante una cena elettorale “Se non state con Israele, io non sto con voi”».

Che tipo di opinione si sono fatti anche in merito alla citazione di Mussolini?

«La citazione di Trump su Benito Mussolini è decisamente deprimente e deplorevole come molti altri suoi ultimi atteggiamenti, basta infatti pensare al saluto romano di hitleriana memoria invocato in uno degli ultimi suoi raduni. Gli americani stanno vivendo un periodo post-Obama in cui gli USA non rappresentano più il faro del mondo, si trovano quindi spaesati e cercano in tutti i modi di aggrapparsi al ritorno ai vecchi fasti targati a stelle e strisce. Peccato stiano puntando su un cavallo che gli si ritorcerà contro».

Che America sarà con Trump?

«Un America come quella che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi decenni temo non ci sarà più per un lungo periodo. Purtroppo l'Occidente ha prodotto un numero eccessivo di opinionisti e commentatori ma un numero estremamente esiguo di statisti in grado di prendere in mano le nazioni e guidarle verso un futuro migliore».

Ci sono possibilità che la comunità ebraica statunitense lo voti?

«Dubito sinceramente che uscite xenofobe e rievocative del passato possano portare voti alla candidatura di Trump. Il problema in questo senso non è però il voto degli ebrei americani ma la mancanza oggettiva di una valida alternativa a cui affidare il voto».
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