Fassina l'aveva promesso: il VIDEO che anticipava la nuova sinistra italiana

09 novembre 2015 ore 9:01, Andrea De Angelis
Stefano Fassina lo aveva promesso. Il deputato, esponente della minoranza dem, da sempre (o quasi) in rotta di collisione con il premier Matteo Renzi, lo aveva annunciato già a giugno parlando al circolo Pd di Roma Capannelle.
"Io credo che sia il momento, per quanto mi riguarda, di prendere atto che non vi sono più le condizioni per andare avanti nel Pd - ha detto Fassina - e insieme, vi assicuro a tanti e tante, proveremo a costruire altri percorsi. Altri percorsi che possano portare non a fare testimonianza minoritaria, ma a fare una sinistra di governo però su una agenda alternativa". 
 


Altri percorsi, alternativi a Renzi. L'estate per riflettere dunque e in un sabato di novembre (le cui temperature, in realtà, ricordavano quasi quelle di giugno) Fassina ha mostrato ai romani e agli italiani che sì, l'autunno caldo della politica tante volte annunciato sui giornali è davvero arrivato. 

Sabato 7 novembre è infatti nata Sinistra Italiana, un nuovo soggetto politico che avrà nuovi gruppi di Camera e Senato. Vi hanno aderito 31 deputati e una decina di senatori, che in questa prima fase rappresentano una tappa del percorso che condurrà all'assemblea costituente del nuovo soggetto politico, prevista per gennaio.
A parlarci di gennaio fu, tra gli altri, Paolo Ferrero appena pochi giorni fa in una recente intervista. La sinistra, dunque, vuole tornare protagonista dopo venti anni di berlusconismo e altrettanti mesi di Renzi.
 
"C'è una questione che riguarda la credibilità di una forza politica. Bisogna specificare cosa vogliamo fare e portarlo avanti con coerenza. I nostri emendamenti alla legge di stabilità saranno messaggi all'Italia", ha detto Stefano Fassina, dal palco del Quirino, sottolineando come il disegno della ex finanziaria sia "sinergico al Partito della nazione", e ha denunciato: "Si allargano le disuguaglianze, si impoverisce il welfare e si abbandona il mezzogiorno", senza mancare di rivendicare sul fronte economico una cultura keynesiana alternativa "al liberalismo da Happy Days del segretario del Pd".
Tra gli interventi anche quello del leader di Sel, Nichi Vendola: "Oggi si costruisce un primo pezzo di 'spazio pubblico' di ciò che potrà e vorrà essere la sinistra che non cede né alle lusinghe del potere né alle seduzioni dell'impotenza vestita di minoritarismo".
"Se il lavoro torna ad essere merce, se i diritti sociali spariscono poco a poco, se la dignità delle persone diviene una variabile dipendente del mercato, se la democrazia viene ingabbiata nella retorica della governabilità e nel fascino di un 'uomo solo al comando', allora vuol dire che 'fare la sinistra' e' l'urgenza di un'Italia spaccata tra nord e sud, frammentata in clan e corporazioni, umiliata dal malaffare che abita tutti i palazzi del potere", sottolinea Vendola.

Insomma, tutto come da programma. Alternativo, si intende. Che fosse questo lo scenario di Fassina e di molti altri ex Pd lo avevano capito tutti e gli stessi esponenti del Partito Democratico (vedi nostra intervista a Laura Puppato) non ne hanno mai fatto mistero. 


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]