Non solo Cagliari: il nord della Sardegna contro la riforma degli Enti Locali

09 novembre 2015 ore 9:24, Andrea De Angelis
Non solo Cagliari: il nord della Sardegna contro la riforma degli Enti Locali
Sale la tensione in Sardegna. I big del Partito democratico blindano, di fatto, la riforma degli Enti locali dopo che in direzione regionale sia il presidente Pigliaru che il segretario Renato Soru hanno ribadito che la riforma non si cambia. Si registra comunque l’apertura al dialogo con quelle frange interne che nelle ultime settimane hanno attaccato il disegno di riordino perché perplessi soprattutto su uno sbilanciamento di poteri verso il sud della Sardegna, ma il gruppo consiliare sembra orientato in una direzione ben precisa.

Se non ci saranno sorprese dell'ultima ora, lo schema rimane quello di un’unica Città metropolitana a Cagliari con le quattro province storiche in attesa che vengano eliminate con una legge nazionale. Anche il vice presidente della Giunta, Raffaele Paci ha messo un freno alle polemiche andando a incontrare ad Alghero i sindaci del sassarese per rassicurarli su progetti di sviluppo per il territorio.

Non solo Cagliari: il nord della Sardegna contro la riforma degli Enti Locali
A battere i pugni sul tavolo sono soprattutto gli imprenditori del nord dell'isola, come riportato da La Nuova Sardegna. Si tratta di un nutrito gruppo delle associazioni che rappresentano le imprese del nord: Confapi e Confcommercio, Confartigianato e Cna, Confesercenti, Coldiretti e Cia
Nella nota congiunta emerge come la battaglia per l’area metropolitana nel Nord sia riuscita a fare da collante tra le varie sigle. 
«Il sistema delle imprese del Nord Sardegna – spiega la nota congiunta – prende atto del dibattito in corso e delle posizioni espresse in merito al disegno di legge di riforma degli enti locali che, allo stato attuale, prevede la creazione in Sardegna della sola area metropolitana di Cagliari. Le Associazioni, pur rispettose delle prerogative del Consiglio Regionale, ritengono doveroso esprimere il proprio totale ed assoluto dissenso verso tale ipotesi, che finirebbe per accentuare il già presente ed ingiustificato divario nelle risorse destinate all'area di Cagliari rispetto al resto dell'Isola».
«Pur riconoscendo il peso ed il ruolo del capoluogo di Regione – continuano le associazioni – peraltro derivante in larghissima parte dalla abnorme concentrazione dei terziario pubblico, sottolineano che in termini economici reali, costituiti dal valore aggiunto prodotto dal sistema delle imprese, tale area costituisce solo una parte limitata del mondo economico isolano».
«Per contro, il disegno di legge non solo volutamente ignora tale realtà ma pone in campo argomentazioni non concretamente supportate – attaccano i rappresentati delle imprese del Nord dell’Isola – dando chiaramente il segnale che si tratti dell'ennesimo sopruso a danno delle altre realtà socio economiche della Sardegna».

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]