L'Unità dei Ds? Macchè, dei cittadini (ma solo per i debiti milionari)

09 novembre 2015 ore 11:48, Americo Mascarucci
L'Unità dei Ds? Macchè, dei cittadini (ma solo per i debiti milionari)
C’erano una volta, in era berlusconiana, le “leggi ad personam”, fatte si diceva per salvare l’ex Cavaliere dai processi. 
Oggi in era renziana è il turno delle “leggi ad giornale”

Il quotidiano L’Unità infatti, si è visto pagare dallo Stato i debiti contratti durante la gestione dei Democratici di Sinistra, grazie ad una legge sconosciuta ai più, del 1998, che ha permesso alle banche creditrici dei Ds di ricevere 107 milioni di euro concessi direttamente dallo Stato, cioè dai contribuenti, anche quelli che non hanno mai acquistato nelle edicole il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. 

La legge incriminata stabiliva l’estensione della garanzia dello Stato già vigente sui debiti degli organi di partito, ai debiti del partito che si faceva carico dell’esposizione del proprio giornale con le banche. 

Lo ha reso noto Sergio Rizzo sul Corriere della Sera che ha denunciato come, ancora una volta, siano i cittadini italiani a dover pagare i costi della politica, o come in questo caso i debiti contratti dai Ds con le banche per garantire l’uscita nelle edicole dell’Unità. 
Ora si dirà che tutto è stato fatto per garantire la sopravvivenza del giornale e i livelli occupazionali, quindi per una nobile causa, pur tuttavia lasciando l’amaro in bocca al contribuente italiano che, per l’ennesima volta, vede lo Stato intervenire in salvataggio dei partiti e dei loro interessi politici. 

In pratica, come racconta Rizzo, gli ex Ds si sarebbero esposti direttamente con le banche per salvare l’Unità, proprio perché garantiti da questa legge che li avrebbe comunque assicurati nel caso in cui il partito non fosse stato nelle condizioni di far fronte direttamente ai debiti, come poi è avvenuto. 
Insomma, i Ds hanno voluto fare i “salvatori della patria”, in questo caso del giornale di partito, con i soldi di tutti i cittadini, avendo comunque le spalle coperte da una legge dello Stato che metteva al sicuro il patrimonio del partito (trasferito dopo la confluenza dei Ds nel Pd in una catena di fondazioni dotate di autonomia giuridica) da possibili richieste di risarcimento da parte delle banche. 

I Democratici di sinistra – scrive Rizzo - avevano generosamente deciso di accollarsi la drammatica esposizione bancaria del giornale, che stava imboccando il tunnel di una crisi durissima. Tanta generosità era tuttavia condivisa con tutti gli italiani che pagano le tasse. Visto che il partito si accollava i debiti del giornale insieme alla garanzia statale trasferita per legge dal giornale al partito. Che se non avesse pagato lui, avremmo pagato noi”.

Più "ad personam",di così!!!!

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