Le donne candidate sindaco e il M5S: il segreto del successo di Patrizia Bedori e Chiara Appendino

09 novembre 2015 ore 12:01, Marta Moriconi
Le donne candidate sindaco e il M5S: il segreto del successo di Patrizia Bedori e Chiara Appendino
Paola Taverna, Roberta Lombardi, sono due delle 37 donne "famose" elette alla Camera e 25 al Senato nelle fila del Movimento 5stelle. 

Tutte under 40 e istruite come spiegava il Fatto Quotidiano: "Medici, operaie, scrittrici, attrici, impiegate, casalinghe, libere professioniste, ma anche disoccupate". E anche stavolta è una candidata a piacere e vincere la sfida per delle primarie per il sindaco di Milano. Con Patrizia Bedori è partito il dopo-Pisapia e la signora "arriva" insieme Chiara Appendino, 31enne, presto mamma e consigliera uscente a Torino, che sfiderà Piero Fassino. 

I dati ufficiali si avranno martedì, intanto però montano le polemiche. Le solite. Il metodo con cui si procede è corretto? Per la 52enne Bedori sì, e già si prepara e affila le armi contro il commissario Expo Giuseppe Sala, probabilissimo candidato del Pd che da Fazio ha ammesso: "La mia disponibilità a candidarmi di base c'è, altrimenti non sarei qui a parlarne". Certo, e sa che se la dovrà vedere con questa ex consigliera municipale, precisamente della zona 3, dove pare abbia fatto breccia nel cuore degli elettori nonostante i giornali sottolineino  come nel gruppo facebook di sostenitori locali del Movimento si pronunciò contro le celebrazioni della giornata della Memoria. Ma la questione era come al solito vista solo dal punto di vista degli sprechi: 3mila euro per alcune iniziative e tre spettacoli sulla Shoah, erano troppo seppure lei si espresse contrariamente solo perché "portavoce. L'assemblea dei militanti ha deciso con un voto online per il no e io ho dovuto adeguarmi". Quindi nessun  anti-semitismo, nessun complotto, niente di niente c'è su questa donna che si presenta ai milanesi "dura e pura". 
 
Donna, forte, decisa, ha vinto 8 uomini forte delle sue convinzioni: "Puntiamo a vincere". Se a Roma la strada pare essere in discesa, lì a Milano non è poi così detta. Comunque valgono le stesse regole per tutti i pentastellati: il volto noto fuori e le consultazioni non sono obbligatorie. 

Ma cosa accomuna le due donne? La politica sul campo, una da consigliera comunale (quattro anni e mezzo passati tra i banchi della Sala Rossa) l'altra da consigliera municipale. Entrambe si sono fatte conoscere dai cittadini elettori, entrambe si sono rimboccate le maniche (ma con l'elemento novità a loro favore, rispetto agli altri partiti). Entramb si sono guadagnate la fiducia dei grillini stringendo le mani e stando tra la gente, come si addice a chi vuol essere un vero pentastellato. 


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