I fidanzatini di Ancora come Erika e Omar?

09 novembre 2015 ore 17:01, intelligo
[ image: left] di Anna Paratore 

“Non volevo uccidere, volevo solo un chiarimento con i genitori della mia ragazza: ma il padre ha avuto un atteggiamento aggressivo, mi è venuto addosso, e io ho sparato. Non ricordo nient’altro”. Poche parole, sussurrate in fretta, a testa bassa, dopo che al momento dell’arresto aveva avuto un lieve malore. E’ così che Antonio Tagliata, 18 anni, ha confessato un omicidio e il tentativo di un altro.

Raccontata così, viene da credere che il diciottenne sia un giovane disadattato cresciuto nelle spire della ‘ndrangheta. E invece, no. Antonio è un normale ragazzo di Ancona, uno come tanti, con una fidanzatina di 16 anni a cui ha ammazzato la madre e mandato il padre in ospedale, nel reparto di rianimazione. Bisogna però dire che lei, la ragazzina, non è parsa troppo sconvolta considerato che subito dopo il fatto si sarebbe allontanata insieme al giovane a bordo di uno scooter. Sono stati fermati solo qualche ora dopo alla stazione di Falconara, dove erano riusciti ad arrivare e dove probabilmente contavano di prendere un treno per il nord.

Tutto ha inizio in un appartamento al terzo piano di via Crivelli, una zona tranquilla a due passi dal centro di Ancona.  E’ l’appartamento della famiglia Giacconi, e ci sono il capofamiglia, Fabio, 49 anni, e sua moglie (coetanea), Roberta Pierini. I due hanno una figlia di 16 anni che da tempo ha in piedi una storiella sentimentale con Antonio Tagliata, relazione malvista dalla famiglia. Sabato Antonio viene fatto entrare in casa dalla fidanzatina, e si trova a tu per tu con i genitori di lei per un chiarimento, dirà lui agli inquirenti.

Ne nasce una discussione, partono alcuni colpi di una pistola  calibro 9x21 che freddano Roberta Pierini, e feriscono in modo grave suo marito Fabio mentre tenta di fuggire verso il terrazzo.  Poi i due giovani si allontanano. Una tentata fuga che si conclude in fretta, con Antonio che sembra confuso sulla versione dell’accaduto da fornire ai carabinieri, fatta per lo più di “non ricordo”.  La sedicenne, invece, ricorda. Fredda, quasi glaciale, non avrebbe versato una lacrima durante l’interrogatorio sostenendo di non aver mai saputo di quali fossero le intenzioni di Antonio e, meno che meno, che lui avesse una pistola e che non si sarebbe fatto scrupolo di usarla. 

Eppure, gli investigatori mantengono più di un dubbio sulla versione della minorenne che non considerano convincente. Ma a non crederle, ad esempio, è il padre di Antonio, che corre in aiuto del figlio spiegando che il giovane sarebbe stato condizionato dalla sedicenne. Secondo l’idea che si è fatto, l’uomo si dice convinto che sia stata proprio la minorenne a indurre suo figlio a fare fuoco e aggiunge anche che i due giovani sono innamorati sul serio, al punto che entrambi in passato avrebbero tentato il suicidio quando la famiglia di lei aveva già provato a separarli.

Le indagini continuano. Sono partite nell’immediatezza dei fatti, perché i vicini di casa dei Giaccone intorno alle 14.00 di sabato scorso sentono alcune voci concitate: sono grida d’aiuto, seguite subito dopo da una serie di colpi di arma da fuoco. Praticamente tutti, corrono in balcone o alle finestre, ma tutto quello che scorgono sono due sagome che fuggono via a bordo di uno scooter. Basta e avanza però agli inquirenti per comprendere su chi rivolgere le proprie attenzioni.

Intanto, Roberta Pierini, raggiunta da due proiettili alla testa, muore sul calpo. Il marito, Fabio, colpito anche lui alla nuca e alla schiena - 4 colpi in tutto - è in rianimazione, prognosi riservata. Purtroppo, non è la prima volta che accadono situazioni così drammatiche e sconvolgenti: da Doretta Graneris e il fidanzato, fino ad Erika e Omar. C’è da riflettere a fondo.

autore / intelligo
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