Cameron dà l'aut-aut alla Ue: "O cambia musica o Brexit a giugno"

09 novembre 2015 ore 17:25, Americo Mascarucci
Cameron dà l'aut-aut alla Ue: 'O cambia musica o Brexit a giugno'
La Gran Bretagna fuori dalla UE? 

L’hanno ribattezzata Brexit l’operazione che potrebbe condurre, attraverso un referendum popolare il prossimo giugno, il Regno Unito fuori dall’Unione.
Prospettiva questa che il premier conservatore David Cameron vorrebbe scongiurare anche se sottolinea come "Non c'è dubbio che la Gran Bretagna possa aver successo fuori dall'Ue, la questione è se possiamo avere più successo dentro che fuori". 

Londra ha chiesto a Bruxelles il via libera ad un pacchetto di riforme che però, qualora non dovesse arrivare, potrebbe far cambiare idea al governo circa l’opportunità o meno di restare nella UE. 
"Se non possiamo raggiungere questo accordo sulle riforme e non verrà dato ascolto alle preoccupazioni britanniche – ha detto Cameron - cosa che non credo succederà, allora dovremo cambiare idea sul fatto che questa Unione europea è adatta per noi". 

Se Cameron punta i piedi su Brexit fino a far capire che la Gran Bretagna è pronta anche ad uscire se necessario, il primo ministro irlandese Enda Kenny ammonisce invece, ma sarebbe più opportuno dire minaccia, il premier britannico. 
Se la Gran Bretagna votasse per lasciare l'Unione Europea nel referendum in programma l'anno prossimo – avverte Kenny - questo potrebbe mettere in pericolo gli accordo di pace in Irlanda del Nord e scatenare di nuovo le violenze fra cattolici indipendentisti e protestanti unionisti nella regione. Se il confine tra Irlanda e Irlanda del Nord è una pura formalità, perché entrambe fanno parte dell'Unione Europea, è un conto; se invece diventasse una frontiera reale, con un paese nella Ue (l'Irlanda) e uno fuori (la Gran Bretagna, comprendente l'Irlanda del Nord), la situazione potrebbe diventare esplosiva” avverte Kenny. 

Come dire: Cameron non stia troppo sereno, perché non soltanto l’Europa ma anche la Gran Bretagna potrebbe avere delle brutte e spiacevoli ricadute nel caso in cui uscisse dalla UE. 

E oltre all’Irlanda, a minacciare secessioni si è aggiunta pure la Scozia contraria all’uscita dall’Europa.

Insomma, si fa presto a dire “usciamo” ma poi fra il dire ed il fare c’è sempre di mezzo il mare. E nel caso della Gran Bretagna potrebbe significare compromettere ulteriormente il già precario equilibrio che tiene uniti intorno alla corona d’Inghilterra tanti stati diversi fra loro e la cui convivenza è resa sempre più problematica dallo svilupparsi di sempre maggiori fenomeni indipendentisti. 

Cameron lo sa ed è forse anche per questo che mentre lancia attacchi all'indirizzo dell'Europa per compiacere un elettorato conservatore sempre più insoddisfatto della permanenza nella UE, dall'altro non vuole spingere troppo il piede sull'acceleratore. 
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