Torriero: "Vince Trump contro caste e laicismo: sarà rivoluzione conservatrice anti-lgbt"

09 novembre 2016 ore 8:51, Adriano Scianca
Donald Trump sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Dopo la presidenza, annunciata con grandi echi progressisti e finita con una delusione generale, di Barack Obama, primo presidente nero della storia, gli Stati Uniti invertono completamente la rotta ed eleggono l'outsider repubblicano, quello che nessuno si aspettava. Sconfitta la Clinton e tutto il suo apparato di potere, i suoi valori antropologici in patria e la sua visione aggressiva verso l'esterno. Sconfitti anche, per l'ennesima volta, gli analisti, i sondaggisti, gli editorialisti, i politologi e tutti coloro che, come ormai capita sempre più spesso, dovrebbero raccontarci la realtà e invece dalla realtà vengono sorpresi ogni volta. 

Torriero: 'Vince Trump contro caste e laicismo: sarà rivoluzione conservatrice anti-lgbt'

Sull'elezione di Trump abbiamo sentito l'opinione del nostro direttore, Fabio Torriero: «La vittoria di Trump – ha detto – testimonia che l'unica categoria politica valida in tutto il mondo è quella che vede l'alto contro il basso, i popoli contro le caste. Una dicotomia che assume vari nomi nelle varie nazioni: in Spagna il popolo è rappresentato da Podemos, in Francia dalla Le Pen. Vince, inoltre, una certa visione dei valori antropologici. I commentatori ci stanno spiegando per l'ennesima volta che ha vinto la rabbia. Non hanno capito che non è rabbia, sono valori».

Per Torriero, «si tratta di una sconfitta della casta laicista. Ha vinto, invece, il popolo identitario ostile alle politiche lgbt, al mondialismo e al buonismo. Trump ha vinto contro tutte le caste, comprese quelle del suo partito, che l'ha osteggiato in ogni modo. Inizia ora una nuova fase della rivoluzione conservatrice americana, che potrà inaugurare un nuovo rapporto con la Ue e con Putin».

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