EDITORIALE: Vince Trump, Obama porta sfiga: ora, attento Renzi

09 novembre 2016 ore 10:10, Fabio Torriero
A questo punto una cosa va detta: Obama porta sfiga. Ha appoggiato con tutta la sua arrogante autorevolezza la battaglia anti-Brexit e gli inglesi hanno risposto con la Brexit. Ha sponsorizzato fino alla morte Hillary Clinton, paventando l’Apocalisse, l’avvento del Regno del Male, di Hitler; e ha vinto Donald Trump. Se fossi in Matteo Renzi, avrei paura circa l’esito del referendum, visto che si è andato a far proteggere dal presidente uscente per benedire le sue riforme.

Vediamo ora di tracciare un breve decalogo sulla vittoria del candidato post-repubblicano:
1) Sono stati sconfitti tutti gli ideologi, i giornalisti, i politici, i sondaggisti del politicamente e culturalmente corretto, italiani e internazionali (tutti fan smaccati della Clinton). Hanno sbagliato ogni analisi e continuano a sbagliare anche ora, cercando disperatamente e con livore ideologico di definire, spiegare, le ragioni di un voto per certi aspetti sorprendente;
2) Non si è trattato dell’affermazione della paura e della rabbia del popolo regredito a plebe (come fu detto al tempo della vittoria di Berlusconi nel 1994), o della reazione dei bianchi sudisti, spaventati da donne e “negri” alla Casa Bianca. Ma dell’affermazione di valori opposti al globalismo laicista, al progressismo ipocrita radical-calvinista;
3) Trump ha intercettato una nuova forma di “rivoluzione conservatrice” contro la casta, anche del suo stesso partito. Non a caso le caste di destra e sinistra, si alleano sempre quando c’è il rischio che si affacci troppo un outsider dal basso (ricordiamo ad esempio, l’alleanza “repubblicana” e giacobina tra Hollande e Sarkozy contro Marine Le Pen);
4) La vittoria di Trump dimostra inequivocabilmente che le nuove categorie della politica stanno mutando radicalmente. Non più destra-sinistra, liberali-socialisti, liberisti-statalisti (tutte categorie e dicotomie ottocentesche superate), ma “alto-basso” (popoli, identità contro caste, lobby, ceti di governo) e “valori antropologici” (visioni di società, di umanità). Una rivoluzione che prende, assume varie fisionomie (Marine Le Pen in Francia, la Brexit in Inghilterra, Alternativa per la Germania contro la Merkel, Podemos in Spagna etc, Lega e Grillo in Italia) e che magari ci riserverà altre soprese in futuro, ma la sostanza è la stessa;
5) E’ stata sconfitta la narrazione laicista della società. Il popolo americano si è ripreso la propria appartenenza: sicurezza, identità, più protezionismo, e no al mondo Lgbt (come da programma di Trump); valori e non paure o rabbia, antagonisti al globalismo, al laicismo, a quella mistica dell’inclusione multirazziale e multiculturale. Gli Usa quindi, hanno scelto il cow boys texano alla maestrina ipocrita e moralista;
6) Ora anche dal punto di vista internazionale certamente ci sarà una diversa politica: non più anti-Putin. E a guadagnarne sarà l’Europa e speriamo pure l’Italia. 

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