Decreto fiscale: via alla rottamazione ruoli ma i commercialisti 'allertano'

09 novembre 2016 ore 13:59, Luca Lippi
Con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017, grazie alla pubblicazione del modello DA1, da presentare entro il 23 gennaio 2017, è entrata nel vivo l’adesione alla rottamazione dei ruoli pendenti con Equitalia.
Prima di inviare la richiesta è ovviamente opportuno valutarne la convenienza tenendo conto che l’importo dovuto sarà comunicato da Equitalia: il risparmio, dovuto all’abbuono delle sanzioni e degli interessi di mora (attualmente pari al 4,13% annuo), deve infatti fare i conti con il tempo strettissimo a disposizione per poter saldare l’importo dovuto.
Con la pubblicazione del modello e di alcune FAQ sul sito di Equitalia, per chi intende aderire alla rottamazione dei ruoli emessi dal 2000 al 2015 è arrivato il momento di capire la convenienza o meno dell’adesione prevista dall’art. 6 del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017. Tuttavia è raccomandabile chiedere il parere del professionista che si occupa professionalmente di contabilità.

Nel decreto fiscale, come segnalato dalle associazioni dei commercialistiIl decreto fiscale varato dal MEF aggiunge ben otto nuove comunicazioni fiscali ai già numerosi adempimenti che gravano su imprese, professionisti e contribuenti. E come se non bastasse viene introdotto un sistema sanzionatorio completamente sproporzionato”.
In concreto le associazioni lanciano l’allarme sugli effetti del dl fiscale, in particolare nel mirino sono finite le nuove comunicazioni trimestrali dei dati Iva.
Oltretutto, si aggiunge la sproporzione sanzionatoria, secondo ItaliaOggi “Errori di 1 , sanzioni di 5mila” a sottolineare uno degli aspetti più paradossali contenuti nel decreto. 
Le nuove sanzioni, ora all’esame del Parlamento, prevedono 25 euro fino a un massimo di 25mila per l’omessa o l’errata trasmissione  dati del nuovo spesometro trimestrale, prevedono inoltre sanzioni da un minimo di 5mila a un massimo di 50mila per l’omessa, incompleta o infedele nuova comunicazione trimestrale dei dati Iva.

Decreto fiscale: via alla rottamazione ruoli ma i commercialisti 'allertano'

Il decreto fiscale varato dal ministero dell’Economia, si legge nella la nota congiunta delle associazioni dei commercialisti Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec, Unico
 “invece di semplificare un sistema fiscale che occupa il 126esimo posto nel ‘ranking’ annuale sulla competitività elaborato dalla Banca Mondiale, aggiunge ben 8 nuovi adempimenti a carico di professionisti e imprese”.
Riferendo come “in questi anni, abbiamo presentato più volte anche presso il tavolo permanente instaurato dal Mef proposte volte alla semplificazione di un sistema estremamente complesso: basti pensare che gli adempimenti fiscali gravano mediamente su una impresa italiana 2,18 volte più di una impresa britannica, 1,73 volte più di una francese e 1,58 più di una spagnola. Ma, evidentemente non siamo stati ascoltati”.
Inoltre, recita ancora la nota delle associazioni, “se in Parlamento non vi saranno sostanziali modifiche, avvieremo una campagna di comunicazione scrivendo alle oltre 5,4 milioni di partite Iva clienti dei nostri associati. Comunicazione che sarà volta a illustrare nel dettaglio a tutti i professionisti e a tutte le imprese italiane i nuovi adempimenti, i relativi costi e un sistema sanzionatorio che di fatto istituisce una nuova tassa occulta su tutte le categorie produttive del nostro Paese, sollecitandole e dichiarandoci pronti a sostenere ogni forma di protesta legittima che, in qualità di contribuenti, vorranno intraprendere al fine di dimostrare al Governo la forza numerica e la volontà del popolo delle partite Iva”.

autore / Luca Lippi
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