Vittoria di Trump? Un miracolo: torna in mente Burke (e i suoi rosari fino all'8 novembre)

09 novembre 2016 ore 12:49, Americo Mascarucci
Per molti osservatori la vittoria di Donald Trump sarebbe un vero e proprio miracolo visto che scommettere su una sua vittoria era ritenuto quasi impossibile.
Invece alla fine il candidato repubblicano ce l’ha fatta, sconfiggendo la super favorita Hillary Clinton, entrata papa e uscita cardinale.
I miracoli a quanto pare esistono anche in politica e in un miracolo ha sperato la maggioranza dei cattolici Usa che, non è un mistero, tifava più per Trump che per la laicissima signora Clinton, portabandiera insieme ad Obama dell'aborto,  dei diritti civili e del relativismo etico. E se Papa Francesco era sembrato più in sintonia con i Dem, le gerarchie Usa si sono invece mosse in senso contrario.
Sarà stata utile la catena dei rosari promossa dal cardinale Raymond Leo Burke già prefetto della Segnatura Apostolica, diacono di Sant’Agata dei Goti, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta dall’8 novembre 2014 e, dal 26 settembre 2015, membro della Congregazione delle cause dei santi. 

Vittoria di Trump? Un miracolo: torna in mente Burke (e i suoi rosari fino all'8 novembre)
Burke che è di origine statunitense aveva invitato gli americani a recitare il santo rosario una volta al mese per un anno fino all'8 dicembre prossimo, proprio per affidare alla Vergine Maria il popolo Usa e proteggerlo così dalle "insidie del maligno".
"Non ci sono dubbi sul fatto che la nostra amata nazione si trovi ad affrontare una delle crisi più gravi di sempre – scriveva Burke - una profonda crisi morale che genera divisioni a tutti i livelli, comportando un cronico incremento della violenza e degli assassinii. La prima risposta a questa crisi che i cattolici romani – che si sono sempre distinti per il loro patriottismo illuminato dalla fede – possono dare è pregare con fervore e, in particolare, pregare chiedendo l’intercessione di Nostra Signora del Santo Rosario, Maria Immacolata, che è anche la patrona della nostra nazione.
Una delle più potenti forme di preghiera che la Chiesa possiede è appunto il Santo Rosario -aggiungeva Burke -Credo, per esempio, che la vittoria sui saraceni che miravano a conquistare l’Europa cristiana, conseguita con la Battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571, sia stata resa possibile dalla preghiera del Rosario. Adottiamolo dunque anche oggi, chiedendo a Maria Immacolata di intercedere presso Nostro Signore affinché Egli guarisca la nostra nazione e ispiri nei suoi cittadini la santità della vita, che è l’unico fattore che può trasformarla.
Aderisco con tutto il cuore all’iniziativa della Novena per la nostra nazione (che inizierà il 15 agosto) e al Raduno per il Rosario del prossimo 7 ottobre, il 445º anniversario della Battaglia di Lepanto. Incito tutti quanti ne abbiano la possibilità a partecipare a queste grandi opere spirituali, per conto di tutta la nostra nazione. In modo particolare, come consigliere spirituale della Holy League, esorto calorosamente tutti i suoi membri di guidare con decisione i fedeli in questa grande campagna di preghiera per la nostra nazione".
Nessun riferimento diretto alle presidenziali Usa ma certo è che la crisi morale denunciata da Burke non può non venire che dalla politica dell'amministrazione Obama.
E per i cattolici statunitensi la signora Clinton forse era pure peggio degli ottomani. 

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