Principe Harry, con Meghan "non è un gioco": il comunicato che sa di ufficializzazione

09 novembre 2016 ore 14:00, Micaela Del Monte
Il principe Harry è stato sempre abituato a finire sotto i riflettori, un po' per "colpa" della sua famiglia e un po' perché a volte è stato lui stesso a buttarcisi in mezzo per via delle sue bravate. Occhio però quando a finire nella morsa dei media è la sua nuova fidanzata. Il principino ribelle infatti, oltre ad aver ufficializzato la relazione con l'attrice americana Meghan Markle, ha anche voluto dire la sua riguardo ai commenti dei media che si sono scagliati proprio contro la Markle. 

Principe Harry, con Meghan 'non è un gioco': il comunicato che sa di ufficializzazione
In un comunicato ufficiale, Harry sostiene che la stampa l'ha sottoposta ad "un'ondata di abusi e molesie". Nel documento reso pubblico viene anche confermata la relazione fra i due. Il principino "Sa anche che c'è molta curiosità per la sua vita privata" e, questa volta, sembra che sia stato superato il limite. "Il principe Harry è preoccupato per la sicurezza della Signorina Markle ed è profondamente dispiaciuto di non essere stato in grado di proteggerla. Non è normale che la Markle sia sottoposta ad una tale tempesta mediatica dopo qualche mese di relazione", si legge nel comunicato rilasciato dall'ufficio del Principe.

Sotto accusa sono finiti i reporter e i fotografi che hanno assediato la famiglia, gli amici e gli ex di Meghan, perfino tentando di corromperli, per avere informazioni in esclusiva e scatti da pubblicare. Inoltre vengono stigmatizzate le ingiurie razziste e sessiste nei confronti della giovane attrice nonché i tentativi illegali di intrusione, da parte dei giornalisti, nel domicilio londinese della donna. Il principe Harry, quinto in linea di successione al trono britannico, sa che "i commentatori diranno che è il prezzo che deve pagare", ma ribadisce: "Questo non è un gioco".

Alla fine del testo, l'ufficio ammette esplicitamente l'inusualità di un tale comunicato, aggiungendo, però, che è stato necessario per mettere fine all'ondata diffamatoria degli ultimi giorni.
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