Trump, Fusaro: "In un certo senso si può dire che abbia vinto anche Putin"

09 novembre 2016 ore 17:17, intelligo
di Marta Moriconi

La lunga notte delle elezioni americane per la poltrona alla Casa Bianca ha visto trionfare Donald Trump contro la strafavorita Hillary Clinton. Quali effetti sull'Europa e sull'Italia, quali sui rapporti con la Russia ma soprattutto contro chi ha vinto Trump? IntelligoNews ha provato a dare delle risposte a questi interrogativi con il filosofo Diego Fusaro.

Trump ha vinto contro cosa?

“Trump ha vinto contro la politica dominante finora negli Stati Uniti, imperialista dura e pura, che vuole bombardare e che vuole imporsi su tutto il mondo, finanziata dai gruppi bancari più potenti, una politica ben rappresentata dalla Clinton: come ho già detto altre volte peggio di Trump c'era solo la Clinton.”

Effetti sull'Europa?

“Spero si traducano in un minore coinvolgimento in conflitti bellici imperialistici, come è stato finora: quando Washington chiamava, Roma doveva rispondere cadavericamente. Speriamo che ora, non decidendo più dall'America di bombardare, nemmeno l'Italia debba più intervenire.”

Se pensiamo che la Clinton si proponeva come anti-Putin, possiamo dire che ha vinto anche Putin in un certo senso? Ha fatto breccia negli americani?

Trump, Fusaro: 'In un certo senso si può dire che abbia vinto anche Putin'
“Si, in un certo senso si può dire che abbia vinto anche Putin. Nella misura in cui, a differenza della Clinton che odiava Putin perché vedeva in lui il nemico degli Stati Uniti e colui che garantiva un mondo multipolare che frena il capitalismo imperialistico americano, Trump ha detto apertamente di non voler confliggere con Putin e dunque, io credo, si va verso un equilibrio delle forze.”

Massimo Fini ha parlato di primo discorso 'alla Sanders', 'socialisteggiante' e in molti vedono la vittoria di Trump come un colpo alla finanza. Troppo ottimisti?

“Qui non ha vinto un socialista o un comunista, o piuttosto un nemico dei poteri forti della finanza, ha vinto semplicemente uno che era meno peggio dell'altra e che di certo non rappresenta una speranza socialista per il futuro, piuttosto per l'indebolimento delle potenze imperialistiche americane finora viste.”

L'editoriale del direttore Torriero oggi scrive della dinamica 'popoli contro caste'. Qui in Italia, con Renzi, c'è da aspettarsi lo stesso?

“Non so se si tratti di popoli contro caste, nella misura in cui Trump non mi pare un popolare come provenienza e prospettive, sicuramente il popolo l'ha scelto perché vede in lui il meno peggio rispetto alla Clinton. In Italia non so se c'è da aspettarsi la stessa cosa, quel che è certo è che la Leopolda ci ha dato prova di essere un Bilderberg in piccolo, e dunque gli interessi delle classi popolari sono contrapposti a quelli del PD”.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]