Silicon Valley "in crisi di nervi" per Trump: "Pronti a secessione"

09 novembre 2016 ore 18:44, Americo Mascarucci
La vittoria di Donald Trump non è proprio andata giù a quanti avevano scommesso e puntato sulla vittoria di Hillary Clinton.
E' il caso ad esempio della Silicon Valley, la valle dove hanno sede le principali aziende di computer, social network e software che sta riversando sui social la delusione per i risultati delle elezioni.
Una delusione che è addirittura sfociata nella proposta di secessione della California. 
Molti investitori e CEO hanno manifestato infatti un chiaro problema con le idee e i progetti del nuovo presidente. 
Silicon Valley 'in crisi di nervi' per Trump: 'Pronti a secessione'
Ecco così che molti finanziatori di realtà come Uber, Airbnb e Slack.sono arrivati a minacciare la secessione riportando indietro le lancette dell'orologio, ai tempi della guerra fra Nord e Sud.

"Promuoverò una raccolta fondi per l'indipendenza della California", scrive su Twitter Shervin Pishevar, co-fondatore della società di venture capital Sherpa Capital e di Hyperloop One, che finanzia il progetto del treno superveloce di Elon Musk. 
Ha inoltre investito in Airbnb e Uber. 
A luglio 140 esponenti della Silicon Valley avevano firmato una lettera contro Donald Trump defindendolo "contro il libero scambio di idee" e privo un atteggiamento "produttivo con il resto del mondo che critica la nostra economia". 
Trump non aveva fatto molto per farsi amare e durante un dibattito, aveva addirittura manifestato l'intenzione di voler chiudere parte di Internet per contrastare la propaganda dell'Isis.
L'incubo dei manager della Silicon si è oggi tramutato in realtà.

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