Pdl matematico, parola chiave azzeramento

09 ottobre 2013 ore 13:36, Francesca Siciliano
Pdl matematico, parola chiave azzeramento
Parola chiave: azzeramento. È questo il leitmotiv che da stamani alcuni tra big del Pdl (o di Forza Italia?) hanno utilizzato nei propri comunicati stampa e nelle proprie dichiarazioni diffusi a mezzo agenzia. In pratica: ad avere la meglio all'interno del Pdl in fase di scissione (o di pre-scissione) sembra essere la linea promossa da Raffaele Fitto, che ieri sera ospite nel salotto televisivo di Floris ha continuato la sua battaglia volta ad aprire una fase congressuale (e collocandosi in posizione privilegiata all'interno del partito).
L'ex ministro infatti, per metà falco per metà lealista, due giorni fa aveva proposto (riscuotendo un grande successo tra i colleghi di partito e come se fino a quel momento nessuno ci avesse pensato) il Congresso Pdl. Riuscendo così nella fatidica impresa di dare un colpo alla botte e uno al cerchio. Perché, premettendo che trascinare il partito fino al Congresso equivarrebbe a prendere ancora del tempo ed evitare una rottura imminente, con l'apertura del confronto si riuscirebbe da un lato a riaffermare la leadership berlusconiana (Silvio o Marina che sia) con buona pace dei falchi; dall'altro dare una sorta di “contentino” ai cosiddetti governisti, in lotta aperta con i super-falchi, che vogliono a tutti i costi azzerare le cariche del partito (Santanché su tutti). Potrebbe esser questa la quadra del cerchio che risani, una volta per tutte, l'unità del partito? O rappresenterà l'ultima spiaggia sulla quale approdare in attesa che la scissione si verifichi in tutta la sua drammaticità? Per ora, comunque, tutta l'ala “falchista” sembra favorevole all'apertura di una fase congressuale. D'accordo su tutta la linea Fitto, infatti, il trio Polverini-Gelmini-Mussolini che stamani hanno affidato alle agenzie il loro placet: “Ripartire da Berlusconi, azzerare tutte le cariche e fare una verifica interna”. Si accoda anche Stefania Prestigiacomo che invoca un confronto interno soprattutto “per ridare speranza agli elettori che credono e hanno sempre creduto in Silvio”. Lo stesso Daniele Capezzone, in una nota diffusa meno di un'ora fa, si è dichiarato disponibile all'azzeramento totale dei vertici (salvo Silvio, s'intente) al fine di “ripartire dalla saggezza e dal buonsenso per riportare in vita quei programmi dai contenuti liberali e riformatori che sono necessari al Paese e che sono stati premiati dall'elettorato berlusconiano''. Nessun commento pervenuto fino a questo momento da parte dall'ala moderata, quella a guida Alfano, che fino alla scorsa settimana sembrava destinata a staccarsi anzitempo dal Cavaliere e dalla sua “cavalleria”.    
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