Cosa è la Flat Tax. E perché ne parla solo Salvini?

09 ottobre 2014, intelligo
Cosa è la Flat Tax. E perché ne parla solo Salvini?
di Gianfranco Librandi
C’è la soluzione per dare una scossa alla crisi? Soprattutto, c’è la soluzione per un’efficace lotta all’evasione imperante senza sconvolgere gli equilibri di bilancio di una Stato? La soluzione la propone Matteo Salvini, in realtà non è una sua idea, ma questo non svilisce la buona volontà e la sua buona fede. La proposta è di eliminare gli studi di settore e di introdurre la Flat Tax. Andiamo a vedere cosa sono e analizziamo l’origine ideologica e la paternità di questa “idea”. Gli studi di settore sono lo strumento attraverso cui il Fisco stabilisce la capacità contributiva di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese, indipendentemente dal loro reale reddito, il fisco stabilisce un tetto minimo di tasse da pagare, anche se il reale guadagno non c’è stato. Dichiararsi non congrui allo studio di settore è impresa resa “impossibile” pur avendo a disposizione tutte le carte in grado di dimostrare il minor guadagno. L’eliminazione dello studio di settore (o meglio l’oppositore più qualificato a questa forma coattiva di prelievo fiscale) è stato Antonio Martino nel 1994, tessera numero 2 di Forza Italia, e sempre Antonio Martino è stato il primo, in tempi recenti, a parlare di Flat Tax. Cos’è la Flat Tax? Il Flat tax è un sistema fiscale a imposta unica. In pratica tutti sono obbligati a versare nelle casse dello Stato una percentuale fissa (ai tempi Martino proponeva il 37%) di tasse sul reddito. Matteo Salvini oggi propone una tassazione fissa al 20% e, a protezione dei redditi meno capienti, una detrazione secca di 5000 euro per ogni contribuente. Il Flat Tax fu realmente inventato da Milton Friedman negli anni ’50, ci troviamo dunque a rispolverare un mantra del secolo scorso di stampo liberista americano. E’ piuttosto comprensibile che lo studio di settore sia fuori ogni parametro accettabile, configurato in epoca assai più florida rispetto alla situazione economica attuale (i redditi delle partite iva sono dimezzati) sono da considerare almeno “inadeguati”, tuttavia la secchezza delle casse dello Stato non consente neanche di prendere in considerazione di rinunciarvi, causando in questo modo un aggravio di pressione fiscale di almeno il doppio rapportandolo al dimezzamento dei redditi dei giorni nostri. La Flat Tax sarebbe uno strumento adeguato per indurre tutti a pagare le tasse, quindi uno strumento di lotta all’evasione formidabile (se sostenuto da un sistema di controllo neanche troppo complicato da mettere in esecuzione), e garantirebbe un flusso fiscale certo e costante su cui lo Stato potrebbe fluidamente attuare le politiche di spesa a vantaggio anche del rilancio dei consumi. E allora perché ne parla solo Salvini? Semplice, Per introdurla in Italia sarebbe indispensabile una legge di revisione costituzionale, dato che la Carta prevede (all'articolo 53) che il sistema fiscale sia informato a criteri di progressività della tassazione in base alla capacità contributiva del cittadino (o delle aziende). In conclusione il punto è sempre il medesimo, lo Stato non può permettersi di rinunciare allo studio di settore in attesa che si modifichi una Norma Costituzionale, soprattutto c’è un Governo non abbastanza coraggioso da fare riforme giuste e condivisibili trasversalmente. Che la colpa sia delle lobby o delle società sovranazionali è sempre un alibi poco credibile, se uno Stato fa lo Stato, non esistono impedimenti all’equità e alla giustizia sociale.
autore / intelligo
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