Lavoro: il 30% delle donne lo lascia dopo il parto

09 ottobre 2015, Adriano Scianca
Lavoro: il 30% delle donne lo lascia dopo il parto
In Italia, il 30% delle donne occupate ha lasciato il lavoro dopo il parto. Lo rivela l'Istat in un’audizione alla Camera, in cui si sottolinea anche quanti sia bassa, nel nostro Paese, l'offerta dei servizi per l'infanzia soprattutto per le neomadri. 

Il tasso di abbandono del lavoro per le donne nate dopo il 1964 è al 25%. Tra il 2005 e il 2012, quindi in concomitanza col sorgere della crisi economica, il tasso di abbandono è passato dal 18,4% al 22,3%. 

Oltre ad avere più interruzioni per motivi familiari - ha spiegato l'Istat - i percorsi lavorativi delle donne sono più spesso caratterizzati da lavori atipici: tra gli occupati, di età compresa tra i 16 e i 64 anni nel 2009 solo il 61,5% delle donne ha avuto un percorso interamente standard, contro il 69,1% degli uomini. 

Inoltre, dagli anni '90 è progressivamente aumentato il part-time femminile (dal 21% del 1993 al 32,2% del 2014), con conseguenti minori livelli medi di retribuzione e importi più bassi dei contributi versati. 

A ciò va aggiunto che la quota delle lavoratrici irregolari è superiore a quella maschile, con un valore pari all'11,1% contro l'8,9% (media triennio 2010-2012).

Infine, oltre la metà delle donne (52,8%) percepisce redditi pensionistici mensili inferiori ai mille euro, rispetto ad appena un terzo degli uomini; il 15,3% percepisce invece redditi inferiori ai 500 euro.

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