“The program” al cinema, c'è solo il "maledetto" Lance Armstrong

09 ottobre 2015, Luca Lippi
“The program” al cinema, c'è solo il 'maledetto' Lance Armstrong
È uscito nelle sale cinematografiche il film “the program”, è la storia del lato peggiore della carriera di Lance Armstrong. Il regista Stephen Frears ha costruito la storia del noto ciclista Texano con lo stesso intento con cui avrebbe potuto sceneggiare il furto della Gioconda.

Sarà interessante seguire i numeri riguardanti l’afflusso di pubblico; da un punto di vista sociologico il film non è la storia del ciclista ma è la storia di un “sistema” di “un imbroglio”, di una “truffa” perpetrata ai danni di milioni di appassionati in tutto il mondo, e destinata a colpire e attrarre la prurigine di chi corre a vedere il cadavere in strada anche facendo tardi al lavoro ma senza interessarsi dell’identità del tapino. Puro gossip insomma!

È questo che deve temere il medico italiano (interpretato nel film da Guillaume Canet) coinvolto nella vicenda e raccontata nei particolari più deteriori dal regista. Il film è tratto dal libro di David Walsh, un giornalista attento e scrupoloso che ha seguito e ricostruito nei particolari tutta la vicenda di Lance Armstrong, oltretutto il film è stato apprezzato e accolto con entusiasmo dallo stesso giornalista perché è la cronaca vera e non alterata di una storia vera e di un malcostume dilagante.

Lance Armstrong è interpretato magistralmente da Ben Foster che ha studiato nei particolari gli atteggiamenti e la postura in bicicletta (nelle poche scene di gara) di Lance Armstrong. Pare si sia anche dopato per poter comprendere a pieno gli stati d’animo allo scopo di interpretare a 360 gradi il protagonista.

Stephen Frears dice del suo protagonista: “Un grande ciclista che ha voluto diventare ancora più grande. Per questo ha mentito, ha ingannato lo sport e manipolato le persone”. È l’immagine perfetta dell’uomo qualunque stanco di esserlo. Talento indiscusso ma cattiva autostima, e questo alla gente piace, sono gli eroi della fantasia bipolare che tanto piacciono alle masse e non escludiamo grande afflusso di pubblico.

Il regista rincara la dose sul protagonista: “La sua personalità complessa, ambigua, da una parte il bugiardo manipolatore, dall'altra l'uomo che ha sconfitto il cancro e poi con la sua Fondazione ha dato un magnifico e generoso contributo alla ricerca, aiutando molte persone”. Un Arsenio Lupin a stelle e strisce, tutto sommato simpatico.

Il film è uscito nelle sale italiane ma si attende il debutto negli Stati Uniti patria del ciclista, a tale proposito Stephen Frears afferma: "Uscirà a novembre negli Stati Uniti. Penso che fino a un anno fa avrebbe provocato un forte choc, per gli americani Armstrong era un mito dalla popolarità immensa, un eroe nazionale. Dopo le sentenze hanno dovuto accettare l'idea del mentitore. Ora vive ad Aspen, si parla poco di lui. Ricco? Ha dovuto restituire dieci milioni di dollari, ma forse avrà messo da parte qualcosa in qualche posto segreto...".

La storia del grande ciclista che ha venduto l’anima al doping per diventare ancora più grande è nelle sale da ieri. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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