Torriero: "Caro Marino, l'arcobaleno virtuale ti ha fottuto: era solo una lobby mediatica"

09 ottobre 2015, Fabio Torriero
Caro Marino,  

Torriero: 'Caro Marino, l'arcobaleno virtuale ti ha fottuto: era solo una lobby mediatica'
lo vede che non è servito a nulla creare a tavolino “un’altra Roma”, fare finta di amministrare una Roma virtuale, copia fantastica e fiabesca della Roma reale, quella delle buche, delle strade dissestate, del caos, dell’inciviltà, dell’immondizia straripante, dei quartieri periferici senza luce, della sicurezza dei cittadini ormai persa, della droga e dei servizi da terzo mondo?  

Se Roma faceva (come fa) schifo, Lei non sembrava preoccuparsene, stava in un altro mondo: non si accorgeva di mafia-capitale, non si accorgeva del partito sotterraneo del malaffare che univa destra e Pd, non si accorgeva che lo avevano commissariato, indebolito, con l’"Arcangelo Gabrielli", e non si accorgeva che la Chiesa l’aveva mollato da tempo (dal famoso no di papa Francesco). 
Era bello per Lei vivere nelle due Rome. La Roma “vera”, ridotta a rango di una qualsiasi metropoli africana, e la “Roma virtuale”, dell’amore, dei matrimoni gay e degli ipotizzati quartieri a luci rosse.  

Lei era bravissimo a vivere in un’altra realtà, in un’altra legge (anzi, contro la legge), in una dimensione onirica, e intanto celebrava i matrimoni gay (operazione marketing a costo zero). Lei così inclusivo, sempre pronto a guidare manifestazioni arcobaleno, sempre assente invece, nelle manifestazioni di segno contrario, come la famosa piazza anti-gender del 20 giugno scorso. Lei così anti-discriminatorio verso qualsiasi desiderio e ambizione di felicità e così discriminatorio nei confronti dei cattolici, che come primo cittadino “di tutti” avrebbe dovuto garantire. Lei così inflessibile sulla moralità, la corruzione, così giustizialista contro i motorini al centro, e così garantista, lassista con se stesso (il caso della Panda rossa). 
E poi, la storia delle spese, delle ricevute, dei ristoranti. Lei si è totalmente incartato e avvitato nella sua maschera, diventandone la prima vittima. Del resto, “chi incarna il bene” (è la sindrome di Voltaire che affligge storicamente e ideologicamente la sinistra, da cui discende la sua superiorità morale, la pretesa di incarnare religiosamente l’etica, la verità, la democrazia etc), per definizione non può dire bugie, sarebbe di destra. E’ noto, infatti, che la destra è il male.  

E allora cosa ha fatto caro Marino? Si è inventato bugie “ideologicamente e politicamente corrette”: non cene con le escort o con la famiglia (questo sarebbe stato familismo o berlusconismo), ma cene con Sant’Egidio, con sacerdoti e giornalisti. Ovviamente per il bene (e le tasche) di tutti. 
Insomma, ora caro Marino avrà tanto tempo per viaggiare (a spese sue), anche se non sarà invitato da nessuno. E magari stavolta si inviterà da solo. Ma una cosa mi sento di dirla: ha visto che con la fuffa non si governa, né si conquista il cuore dei propri cittadini? 
Adesso ha fatto solo un favore al vecchio Pd, vero responsabile del silenzio “su” e “di” Roma, e alla lobby gay che usa e getta, non comanda davvero, ma ha solo un potere mediatico. Anche lei virtuale. 
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