Fondazione An, il figlio di Teodoro Buontempo: "Ancora distanti dai cittadini. Va formata una classe dirigente"

09 ottobre 2015, Marco Guerra
Fondazione An, il figlio di Teodoro Buontempo: 'Ancora distanti dai cittadini. Va formata una classe dirigente'
La seconda assemblea nazionale della Fondazione An svoltasi il 3 e 4 ottobre ha visto la riproposizione di tutte spaccature presenti nella comunità politica della diaspora della destra italiana. Resta infatti blindato il patrimonio proveniente in gran parte dal Movimento sociale italiani. Si tratta di 180 milioni in immobili e 60 milioni in conti correnti che molti militanti vorrebbero vedere utilizzato per la creazione di un progetto culturale che unisca tutta la destra. IntelligoNews ne ha parlato con Gianni Buontempo, figlio di Teodoro Buontempo storico esponente della destra sociale, deputato e consigliere comunale di Roma per quasi due decenni.

Allora Gianni Buontempo, al destra continua a divedersi sull’utilizzo di un patrimonio che anche suo padre ha contribuito a creare…

“Questo è l’ennesimo appuntamento mancato di una classe politica distante dai cittadini. Come ha detto anche mia madre in una recente intervista, il patrimonio nasce dal sacrificio fisico ed economico di tanti militanti, quindi questo ricco  patrimonio immobiliare che è sul tavolo oggi non può essere disgiunto dai beni immateriali di quel partito e di quella comunità politica. Io vorrei vedere quella comunità politica dibattere su quale sia la migliore continuità da dare a questo patrimonio immobiliare”.

Patrimonio che, come ha ricordato, è stato ottenuto grazie al sacrificio di tanti militanti, anche operai e gente umile, che si levavano dal portafoglio quelle poche lire che avevano per sostenere l’Msi e veder nascere una sezione, perché a quei tempi nessuno affittava locali al partito di Almirante…

“Sì esatto, infatti Almirante diceva ai giovani di vivere come se dovessero morire oggi e di pensare come se non dovessero morire mai: ecco questo patrimonio rappresenta il suo impegno affinché i militanti di oggi avessero un’occasione in più. E credo che Teodoro Buontempo si sarebbe rammaricato ancora una volta per  questa ennesima mancata occasione di unificazione, perché si tratta sia di persone che di intenti. Il destino può sembrare ingiusto, in questo momento delicato per la destra Papà avrebbe fatto sentire il suo contributo e l’avrebbe fatto tuonando. Nello statuto della Fondazione si parla di attività di promozione, d’incremento della rete di sviluppo delle relazioni…non mi stupisce che ci siamo più mozioni su questi propositi ma sorprende che esse non convergano in un’unica soluzione, almeno per trovare una concretezza e un’incisività che, adesso più che mai, visti anche gli eventi di ieri, sarebbe indispensabile proporre ad una comunità politica dispersa”.

Perché, tra l’altro, buona parte di questo patrimonio è a Roma. Strutture che avrebbero potuto essere carburante prezioso per il rilancio della destra. Invece ora è congelato in uno scontro che non trova sbocchi…

“Si è vero, Donna Assunta ha recentemente dichiarato, e su questo si sarebbe trovato d’accordo mio padre, che il lascito del Movimento sociale deve sostenere e avvicinare una comunità che si è allontanata. Donna Assunta dichiara quindi che oggi l’impegno è sociale, culturale. Non abbandonare il patrimonio e la storia del Msi significa dare un riferimento concreto ad una comunità che deve essere rispettata. Nel libro ‘La politica e il coraggio’ -  scritto da Fabio Torriero e presentato a quattro mesi dalla morte di mio padre – papà affermava che, in un momento come questo dove il personale politico offre un’immagine devastante, c’è la necessità di dimostrare che c’è un’altra politica ovvero quella fatta al servizio del cittadino senza distinzione di tessera per riscattare questo mondo. E quel mondo, che per queste battaglie ha pagato un prezzo altissimo, non può finire. Tornando ai nostri giorni, lo scenario non è cambiato, ma questa voce libera dice ancora di non abbandonare la storia fatta dai sacrifici di chi ha preceduto l’attuale generazione politica. Sarebbe bello, infatti, usare queste risorse per sensibilizzare le coscienze e formare la classe dirigente”.

Patrimonio utile sia per la formazione culturale ma anche per la militanza sul territorio.

“Dobbiamo poter rieducare una comunità, stanno scomparendo i testimoni della meraviglioso esperienza del Msi, io credo che l’amore per la propria terra e le proprie origini crea un senso di appartenenza ideale che è stato scalzato dalla globalizzazione; ma possiamo dire che senza la memoria del passato e il rispetto delle differenze è impossibile costruire il futuro e fare una sintesi. Questo è proprio quello che è successo il 3 e 4 ottobre perché nella mozione che presenta la Fondazione Italia si può intravedere un nuovo inizio che comporterà un lungo cammino che mi vede favorevole perché c’è la possibilità di presentare la storia che si chiama Movimento sociale italiano che è l’icona che ha segnato i cuori della comunità della destra italiana. Se la destra sociale oggi non può esistere per via di tutte le divisioni almeno la possiamo ricordare”.
 
Patrimonio e fondazione che possono servire da faro valoriale per tutto quel popolo di destra in diaspora…

“Per un giovane come me il rammarico più grande e che non si trovi una coesione nella scelta della destinazione d’uso di questo patrimonio, ma oggi parlare di questo patrimonio è un'arma in più perché è trasversale. Ripeto noi con questo patrimonio dovremmo fare cultura, educare i giovani, dare loro i principi e i valori per fare una buona politica  e da questo raccogliere il consenso politico. Quindi avere più forze politiche sostenute da questo corpo intermedio non è un errore ma se queste forze politiche non si presentano coese allora il messaggio di chi li ha preceduti comincia ad evaporare. Noi giovani abbiamo bisogno di modelli quando invece siamo abbandonati a noi stessi . Avere i mezzi per ritrovarci e ricordare Buontempo, Almirante, Rauti e tutti quelli che ci hanno preceduto è molto importante. Ma anche tanti consiglieri comunali missini dei decenni della prima repubblica. Papa diceva che con gli interventi di alcuni consiglieri che lo hanno preceduto andrebbero scritti dei manuali di politica per ogni amministratore di oggi. Chi si è battuto per questa storia ha tramandano un patrimonio ideale immenso”.
 
Giganti rispetto a quello che siedono in Campidoglio adesso…

“Il riconoscersi in questo movimento era un segno di distinzione perché si cercava di rappresentare uno stile di vita e da questo offrilo alle nuove generazioni. Oggi questa linea sembra interrotta e questo sarà devastante per la classe politica della destra di domani. Quindi impegniamo le nostre risorse per mettere in comune un patrimonio ideale e da questo faremo uscire delle attività sul territorio affinché ci sia anche un risultato politico che andrà toccare quella percentuale elettorale che è delusa e resta a casa”.

Fra le altre cose, suo padre rimase famoso per gli interventi fiume in Campidoglio, come si viveva a casa questo impegno quando tornava alle sei del mattino…

“Rileggere quelle gesta sembra come vedere un marziano che da solo teneva sotto scacco un’intera assemblea comunale con una passionalità che oggi sembra scomparsa. Oggi il rapporto con le battaglie politiche è meno strutturato di una volta, meno vicino alle persone. Senza una linea politica capace di immaginare il futuro, ecco che ci ritroviamo personaggi non strutturati e senza un patrimonio ideale che imponga loro uno stile di vita corretto. Si portano avanti solo le proprie intenzioni di carriera. Ma noi abbiamo una storia da rievocare e non scordiamoci che proprio a Roma l’Msi raccolse il più grande consenso della sua storia e Buontempo fu il consigliere più votato di tutta l’assemblea capitolina proprio grazie una certa coerenza e una dignità che mio padre ha coltivato fino agli ultimi giorni. Non dar voce e non guardare a questa storia e questi personaggi, in un momento come questo, è un errore grave. E non lo dico come figlio ma come uomo interessato al futuro politico delle destra”.
 
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]