Chiara Geloni dà la "sufficienza" a Marino e spiega: "Il Pd lo ha sempre considerato un problema"

09 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Chiara Geloni dà la 'sufficienza' a Marino e spiega: 'Il Pd lo ha sempre considerato un problema'
Sulle dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino abbia chiesto il parere di Chiara Geloni, giornalista Dem ed esperta di comunicazione, che sottolinea come "impostare una campagna elettorale sullo slogan “Non è politica, è Roma”, per il primo partito della Capitale che aveva governato a lungo la Città anche con dei meriti,  è sembrato un gesto di grande ipocrisia, una bugia dalle gambe corte"...

Che sensazione ha avuto, Lei che è un’esperta di comunicazione, guardando il video con il quale Marino ha annunciato le dimissioni dalla carica di sindaco di Roma? 

"Intanto va evidenziata la scelta di fare un video in una simile circostanza. Una decisione che mi pare rivelatrice di come Marino abbia voluto compiere il suo ultimo gesto da sindaco dialogando direttamente con i cittadini senza conferenze stampa o altri strumenti di intermediazione. Quello di non ricercare intermediazioni e di parlare direttamente alla gente, del resto è un segno distintivo della politica di oggi. Marino nel video è apparso molto rigido, è sembrato voler comunicare fermezza, autorevolezza rivendicando i suoi meriti, ma ci è riuscito solo parzialmente. Gli darei comunque la sufficienza". 

Le responsabilità della situazione che ha determinato le dimissioni, sono soltanto di Marino o anche del Partito Democratico? 

"Le responsabilità sono di tante persone e di tanti soggetti. Marino sicuramente non ha saputo prendere in mano questa Città. Al di là della vicenda degli scontrini non si è dimostrato un leader capace di guidare la Capitale d’Italia. Va detto che in questo difficile compito non è stato aiutato né dal Pd romano, fiaccato pesantemente dalla vicenda di “Mafia Capitale”, né dal partito nazionale che, anziché trattarlo come un sindaco da sostenere, lo ha considerato un problema da risolvere, liquidandolo il prima possibile. Il Pd romano aveva poi problemi seri di rapporto con la Città e di mancanza di progettualità già da prima. Aveva scelto Marino alle primarie come outsider ma questa immagine era vera fino ad un certo punto, perché Marino era stato candidato alla segreteria del Pd, era un esponente di rilievo del partito già da anni. Impostare inoltre una campagna elettorale sullo slogan “Non è politica, è Roma”, per il primo partito della Capitale che aveva governato a lungo la Città anche con dei meriti, mi è sembrato un gesto di grande ipocrisia, una bugia dalle gambe corte"..

Marino ritirerà le dimissioni fra venti giorni? 

"Tutto può succedere ma questa eventualità la escluderei, lui stesso nelle interviste di oggi dichiara conclusa la sua esperienza da sindaco. Non mi sembra vi possano essere le condizioni per ricostruire una coalizione di governo".

Che dovrà fare adesso il Pd dopo quanto avvenuto per tentare di riconquistare il Campidoglio il prossimo anno? 

"Io penso che si debba ripartire da una proposta per la Città che non sia soltanto una persona. Purtroppo il tempo è poco, il partito romano è stato pesantemente indebolito dall’inchiesta “Mafia Capitale” e non vedo margini per elaborare una proposta convincente. Il Pd potrebbe tentare di aprirsi ad una personalità esterna, non un politico, ma non so se questa possa essere davvero una mossa vincente. Io credo che dopo questa negativa esperienza, oltre a quella pessima di Alemanno, i romani si attendano, non soltanto una persona nuova e pulita, ma soprattutto una persona competente capace di prendere in mano la macchina amministrativa provando a risolvere i giganteschi problemi che ha Roma. Credo che la scorciatoia della personalità da ricercare nella società civile, possa avere successo soltanto se quella persona, oltre che popolare, saprà convincere gli elettori di essere davvero competente". 

Bocciati Marino e Alemanno, centrosinistra e centrodestra, l’alternativa naturale dunque è il Movimento 5Stelle? 

"Penso che i 5Stelle abbiano davanti la vittoria come obiettivo possibile se non sbaglieranno la campagna elettorale. Anche a loro consiglierei tuttavia un candidato che sappia esprimere, oltre che rinnovamento e discontinuità, anche una solida competenza di governo".  
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