Campidoglio: Larghe Intese per le Olimpiadi 2024?

09 settembre 2013 ore 13:06, Francesca Siciliano
Campidoglio: Larghe Intese per le Olimpiadi 2024?
All'indomani del placet di Letta alla candidatura di Roma come città ospite dei Giochi Olimpici del 2024, è inevitabile che un pensiero vada a Gianni Alemanno e a quel niet categorico che espresse Monti il 14 febbraio del 2011 per la candidatura del 2020.
Ed è inevitabile pure che lo stesso Alemanno, che da sindaco si impegnò strenuamente per tale scelta, oggi accolga la notizia e la commenti con l'amaro in bocca. Ed è inevitabile, ancora, che affidi alle colonne del Corriere della Sera il suo ricordo di quei giorni convulsi e di quel San Valentino vissuto col fiato sospeso, nell'attesa di una risposta positiva: «Facemmo tre ore e mezza di anticamera e dopo la lunga attesa Monti ci comunicò il suo no» racconta l'ex sindaco. Cosa è cambiato, dunque, da allora ad oggi? Fondamentalmente e apparentemente nulla. Ma con ogni probabilità un esecutivo tecnico all'epoca dei fatti non si volle impegnare – visto il momento di recessione galoppante – con delle spese e dei progetti così onerosi, seppur a lungo periodo. Come si poteva dire agli italiani: “Voi tornate a pagare la tassa sugli immobili, quella di soggiorno (e tante, tante altre) mentre Roma dovrà ospitare i giochi olimpici del 2020 e affrontare ulteriori spese?” Il gioco, secondo Monti, non valeva la candela. E dunque mentre oggi Tokyo festeggia per aver ottenuto l'”appalto” dei Giochi 2020, a Roma si apre uno spiraglio: battendo Parigi (che pure è la favorita per il 2024) forse questa volta riuscirà  a spuntarla. «Rivolgo un sentito augurio alla città di Tokyo  - ha commentato Alemanno - per essere stata scelta come sede delle Olimpiadi 2020. Non posso però nascondere un velo di amarezza nel ripensare al rifiuto che il governo Monti ha dato in merito alla nostra candidatura. Se Roma si fosse presentata, forse oggi saremmo stati noi a festeggiare la candidatura con lo stesso entusiasmo che ho visto provare ai membri della delegazione olimpica giapponese. Spero che il sindaco Marino inizi da subito a lavorare perchè Roma possa arrivare preparata per la candidatura alle Olimpiadi del 2024». Le parole di Alemanno, dunque, sono amare. Ma dà numerosi consigli a Marino per ottenere la “vittoria”: «Serve un impegno unitario. Uno dei nostri problemi fu quando Giulio Tremonti pose il suo veto a Luca di Montezemolo come presidente del Comitato organizzatore. Ecco, ora potrebbe essere di nuovo coinvolto». Alemanno, perciò, fa sapere di essere disponibile ad appoggiare la candidatura, come fece Rutelli nel 2011 quando era capo dell'opposizione capitolina: «Se Marino me lo chiedesse, lo appoggerei ben volentieri. Le Olimpiadi sono di tutti, anche se certi passaggi vanno condivisi: fui io a chiedere a Rutelli quel passo, e Veltroni avrebbe fatto lo stesso in Parlamento». Un Alemanno un po' deluso, dunque, ma intenzionato a portare avanti quel progetto che tanto lo animò due anni fa (e con il quale, forse, puntava ad ottenere un bis in Campidoglio). Anche perché nel 2024 con ogni probabilità il “nemico” Marino non indosserà più la fascia tricolore. E allora il ricordo della sconfitta del 2011 brucerebbe meno. Un po' meno.      
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