Migliore (Sel): «Dopo Piccinin, ancora più dubbi su Assad e le armi chimiche. Renzi? E’ cambiato...»

09 settembre 2013 ore 16:50, Marta Moriconi
Migliore (Sel): «Dopo Piccinin, ancora più dubbi su Assad e le armi chimiche. Renzi? E’ cambiato...»
Gennaro Migliore,
capogruppo alla Camera di Sel, è da sempre contro la guerra, a  maggior ragione contro quella in Siria. «Se un osservatore, che ha subito una detenzione violenta, afferma certe cose, dovrà essere tenuto in considerazione. Altrimenti l’informazione libera, i giornalisti, a che servono?»: ha dichiarato Migliore, intervistato da IntelligoNews riferendosi alle parole di Pierre Piccinin (detenuto nel Paese siriano con il nostro giornalista Domenico Quirico) che ha parlato di armi chimiche, ma “scagionando” Assad. Poi, rispetto alla posizione del governo italiano sulla questione siriana, parla di un primo apprezzamento per la Bonino « molto intiepidito successivamente. A farmi cambiare idea è stato l’atteggiamento successivo di Enrico Letta». Migliore è tra l’altro d’accordo con Papa Bergoglio, con cui condivide l’opinione che sia «uno scempio  fare le guerre e vendere le armi». Alla fine cita per IntelligoNews i due comandamenti del prossimo centro-sinistra: «Primo: non si fanno governi con Berlusconi e non si adottano linee politiche di centro-destra. Secondo: si deve decidere democraticamente la leadership». Siria . L'insegnante belga Pierre Piccinin, detenuto assieme al nostro giornalista Domenico Quirico, ha dichiarato che "non è stato il regime di Assad a usare le armi chimiche". Qual è il suo commento? Che ne pensa? «Noi di Sel continuiamo ad essere contro la guerra, lo eravamo prima e a maggior ragione oggi. Non c’è mai stata una pistola fumante che abbia potuto giustificare l’utilizzo di un intervento di un contingente militare. Non penso che Assad sia uno stinco di santo, ma non penso neanche che la soluzione sia quella di attaccare. In questo periodo, in questi mesi, la responsabilità più grave delle forze delle Nazioni è aver partecipato al riarmo. Come lucidamente ha detto Papa Bergoglio, è uno scempio  fare le guerre e vendere le armi. Lo abbiamo detto anche quando si è trattato di fare la discussione sugli F35, la nostra battaglia non era solo per una questione di bilancio, ma era puramente etica». A questo punto, mentre si attende che l’Onu si pronunci, non si potrà evitare di considerare queste importanti rivelazioni? «No. La prima cosa è che bisogna sempre cercare la verità e finché è legata ai rapporti di forza è problematico trovarla. Se un osservatore, che ha subito una detenzione violenta, afferma queste cose, dovrà essere tenuto in considerazione. Altrimenti l’informazione libera, i giornalisti, a che servono? E non lo dico per assolvere Assad, ripeto». Inizialmente ha apprezzato quanto affermato dal ministro degli Esteri Emma Bonino sulla questione siriana. E ora? Che opinione ha del governo relativamente a questo tema? «Il mio apprezzamento per la Bonino si è molto intiepidito. A farmi cambiare idea è stato l’atteggiamento successivo di Enrico Letta. Comunque aspetto quello che dirà, anche in relazione all’impegno dei nostri contingenti militari in giro per il mondo». Hanno scritto che Sel è salito sul carro di Renzi. Il dem Sandro Gozi ha dichiarato dalle nostre pagine che sogna una maggioranza con Sel e i Radicali. Anche lei? E guidata da Matteo? «Non sopporto le semplificazioni e non sono salito mai sul carro di nessuno. Detto questo spero che siano in molti a salire sul carro di un centro-sinistra che immagino con alcune caratteristiche. Primo: non si fanno governi con Berlusconi e non si adottano linee politiche di centro-destra. Secondo: Si deve decidere democraticamente la leadership. Quando si faranno le primarie di coalizione, se dovessimo rifare una coalizione, ognuno dovrà portare il suo contributo. La mia era una considerazione relativa a una figura come Renzi, che nel corso di questi mesi ha anche iniziato a cambiare comunicazione e impatto comunicativo. Ho registrato un suo feedback sul popolo più tradizionalmente legato alla sinistra, che è quello delle feste dell’Unità». Apprezza, in sintesi, il cambiamento di registro di Renzi? «Sì, ma non faccio il tifo per lui. Sono cose distinte, in questo momento stiamo parlando di un possibile interlocutore. Se mi si chiede cosa penso di Cuperlo gli dico anche di lui». Che ne pensa di Cuperlo? «Ha posizioni, nel documento che ha scritto, simili alle mie. Se mi si chiede di Civati, le rispondo che lui è ancora più vicino alle mie idee, visto che è molto critico con queste Larghe Intese». Ma il futuro della sinistra riparte da…? «Bisogna cercare di ricostruire dalle macerie, e secondo me le macerie sono costituite da una stagione politica che ha portato a due governi di Larghe Intese che non stanno facendo bene al Paese».
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