Foto sempre più hot da scambiarsi: giovani malati di "Sexting"

09 settembre 2015, Micaela Del Monte
Foto sempre più hot da scambiarsi: giovani malati di 'Sexting'
E' allarme "Sexting" in Italia. 

Il nuovo fenomeno, che prevede lo scambio tra adolescenti di video e foto dal contenuto sessualmente esplicito o di testi a sfondo sessuale attraverso i nuovi media, cellulari e internet, sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese.

Un fenomeno che non riesce ad essere intercettato dall’occhio di mamma e papà: in Italia solo il 15% dei genitori dei ragazzi che hanno sperimentato il ‘sexting’ ne sono consapevoli, a fronte del 20% dei francesi, del 25% di quelli inglesi e olandesi, del 29% di quelli spagnoli. Sono i dati di una ricerca Ue rilanciati dalla Federazione italiana sessuologia scientifica (Fiss), in occasione del lancio della Settimana del benessere sessuale dal 28 settembre al 3 ottobre. 

“I genitori italiani appaiono i meno consapevoli dell’esperienza di ‘sexting’ dei propri figli. E’ evidente che un’azione educativa va svolta anche – primariamente e parallelamente – nei loro confronti”, ha affermato Piero Stettini, professore di Psicologia generale e Psicologia clinica presso l’Università di Genova e componente del Consiglio direttivo della Fiss.

“Il ‘sexting’ – ha proseguito – è una nuova forma di comunicazione e di interazione sessuale, che sia negli adolescenti che negli adulti può presentare aspetti positivi e negativi, di rischio e di opportunità”. Il rischio però è “quello di una sessualizzazione dove le emozioni sessuali sono sempre più sganciate dalla fisicità, dalla presenza reale e corporea dell’altro, con una frammentazione che può favorire una oggettivazione sino alla mercificazione dei corpi, in particolare di quello femminile”, ha concluso lo psicologo.

Secondo la Federazione italiana sessuologia scientifica (Fiss) il questa "pratica" può avere anche altri effetti come quello del cybeerbullismo "un fenomeno in forte crescita che è spesso associato al 'sexting': la diffusione incontrollata del materiale messo in rete, l’anonimità e l’indebolimento delle regole etiche nel web, l’assenza di limiti spazio-temporali rendono il bullismo elettronico molto più pesante e insidioso del bullismo 'classico'. Sono sempre più numerosi - ha ricordato la Fiss - i minori perseguitati via web tramite l’uso di loro immagini sessuali e la loro sofferenza psicologica è particolarmente intensa, in casi eccezionali può portare i ragazzi anche verso gesti estremi".
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