Parlamento Ue bacchetta l'Italia: sì ai matrimoni gay

09 settembre 2015, intelligo
Parlamento Ue bacchetta l'Italia: sì ai matrimoni gay
Il Parlamento Ue non ce l'ha con l'Italia. O meglio, non ce l'ha solo con l'Italia. Nel paragrafo 85 del rapporto sulla Situazione dei diritti fondamentali nella Ue approvato oggi a Strasburgo, ha chiesto oggi ad altri 8 Stati membri oltre che a noi la possibilità di "considerare la possibilità di offrire" alle coppie gay istituzioni giuridiche come "la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio". 

Nel rapporto, che è firmato dall'europarlamentare M5S Laura Ferrara, il Parlamento Europeo ha chiesto anche alla Commissione Ue di attivarsi.

"Presentare una proposta di normativa ambiziosa che garantisca il riconoscimento mutuo" delle unioni tra omosessuali registrate in altri Paesi: è stato l'ordine. 

Praticamente loro dicono di voler "ridurre così gli ostacoli amministrativi e giuridici discriminatori che devono affrontare i cittadini", nel rispetto della libera circolazione, in sostanza, qualora questi Paesi "indisciplinati" non si adeguassero con una propria normativa, dovranno comunque "assimilare" quella altrui. 

Insomma lo Stato sovrano in qualche modo si salta. Ma solo ingegnarsi. 

Intanto Strasburgo si muove e  condanna "con la massima fermezza la discriminazione e la violenza" che ledono queste persone e avanza una richiesta: gli Stati sanzionino le cariche pubbliche che "insultano o stigmatizzano" omosessuali e transessuali. 

Transessuali che stanno a cuore al Parlamento europeo: si facilitino le procedure burocratiche per il riconoscimento del nuovo genere è l'indicazione. 

(m.m.)
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