Riforma costituzionale: niente accordo e soffia forte il vento delle elezioni

09 settembre 2015, intelligo
Riforma costituzionale: niente accordo e soffia forte il vento delle elezioni
"Da qui alla fine della settimana abbiamo qualche giorno. Prendiamoci gli ultimi giorni per favorire una soluzione"anche con gli altri partiti, dice Matteo Renzi nella riunione del suo gruppo. 

La richiesta rivolta ai ribelli della sinistra Dem è chiara: Concordiamo insieme le modifiche, ma senza cambiare l'art. 2, perché "sul profilo tecnico parlamentare se si mette in discussione l’approvazione dell’articolo 2 della riforma, si rimette in discussione tutto: rischia di valere anche su altro". Pressoché in contemporanea si riunisce anche Forza Italia, sotto la guida di Paolo Romani. Presenti 25 parlamentari, con gli interventi di Augusto Minzolini, Marco Marin, Giacomo Caliendo, Salvatore Dalì, Lucio Malan e Maurizio Gasparri. 

Prende la parola anche Mario Mauro, l’ex ministro della Difesa, che è stato invitato a partecipare all’incontro. La linea di Forza Italia non cambia: il partito voterà no se non saranno accolte le richieste di modifica al testo di riforma costituzionale.

Al netto dei tentativi di mediazione e di una forbice che sui contenuti resta ampia tra le varie parti in causa, c'è uno spettro o una sirena che inizia a stagliarsi all'orizzonte: il voto. 

Secondo alcuni resoconti serali Silvio Berlusconi, ad esempio, sarebbe sempre più convinto della volontà di Renzi di forzare la mano verso le urne. Il presidente di Forza Italia sarebbe sempre più convinto che anche incassato il via libera del Senato al Ddl Boschi, la strada verso le urne sia l'opzione più probabile: "Conviene anche a lui votare con il Consultellum e per noi sarebbe l’ideale", il pensiero del Cavaliere. Una variabile da non sottovalutare è poi quella rappresentata dai malumori diffusi dentro Ncd. 

Sempre più senatori sono perplessi sulla nuova legge elettorale con il premio al primo partito. Un meccanismo che costringerebbe i parlamentari di Ncd a chiedere a Renzi di essere inseriti nelle liste del partito di Via del Nazareno. In molti sono convinti che molto difficilmente il premier e segretario del Pd potrebbe essere "concedere" più di 7-8 posti sicuri all'alleato centrista. 

A quel punto, sussurrano in molti, meglio andare a votare con la legge attuale e sperare in un buon risultato della lista di Ncd.
autore / intelligo
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