Migranti scomparsi nel nulla, in Italia 5222 (minori) in sei mesi: l'allarme Oxfam

09 settembre 2016 ore 8:37, Micaela Del Monte
Minorenni, per lo più maschi, provenienti da Egitto, Gambia, Eritrea, Nigeria, Somalia. E' questo l'identikit dei giovani migranti che ogni giorno scappano dai centri di accoglienza e spariscono nel nulla. In quei centri dovrebbero rimanere pochi giorni, invece restano lì per settimane, con un solo cambio di vestiti, una scheda telefonica da 5 euro e pochissime informazioni sui propri diritti.

Per questo dopo essere fuggiti dal loro Paese decidono di fuggire nuovamente. Nell'ultimo anno, denuncia la ong Oxfam, è raddoppiato il numero di minori che raggiungono l'Italia da soli: "Secondo i dati UNHCR, dal 1 gennaio 2016 ad oggi, ben il 15 per cento di tutti i migranti arrivati in Italia è rappresentato da bambini e ragazzi che viaggiano soli - evidenzia il nuovo rapporto pubblicato oggi da Oxfam - Questi dati seguono un trend globale, secondo cui il numero di minorenni soli all'interno dei flussi migratori è in costante aumento: gli ultimi dati disponibili stimano che circa la metà di tutti i rifugiati a livello mondiale siano minori, e che, nei paesi di destinazione, dal 4 al 15 per cento dei richiedenti asilo siano minori non accompagnati".

Migranti scomparsi nel nulla, in Italia 5222 (minori) in sei mesi: l'allarme Oxfam
Le cifre del fenomeno. In Italia, scrive Oxfam, "ormai quasi esclusivo punto d’arrivo dei flussi migratori diretti verso l’Europa, dopo la  chiusura della rotta balcanica e l’accordo tra Unione Europea e Turchia, al 31 luglio 2016 erano sbarcati 13.705 minori soli, con un incremento di più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (basti pensare che, in tutto il corso del 2015, ne erano arrivati 12.360). Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, circa il 40 per cento  dei minori non accompagnati (quasi 4.800) si trova attualmente in Sicilia. L’attuale normativa infatti prevede che i minori soli siano automaticamente in carico ai servizi sociali dei cosiddetti “comuni di rintraccio”, cioè i Comuni in cui di fatto approdano".

A fronte di questa emergenza minori il sistema per accoglierli, denuncia sempre Oxfam, è inadeguato e lacunoso, tanto che sono moltissimi, ben 28 al giorno, i bambini e ragazzi che si allontanano dai centri in cui sono ospitati e scompaiono. Nei primi sei mesi del 2016 quelli per i quali è stato segnalato l’allontanamento sono stati ben 5222. Sono minori di cui semplicemente si perdono le tracce, la maggior parte sono egiziani (23,2 per cento), somali (23,1 per cento ) ed eritrei (21,1 per cento). Lo sforzo di società civile, comuni e regioni, osserva Oxfam, non basta a tamponare l'inadeguatezza dei centri "hotspot" realizzati dall’Unione europea e dalle autorità italiane per registrare i nuovi arrivi e velocizzare le procedure di respingimento ed espulsione. I minori si trovano così in strutture sovraffollate, dove mancano i servizi minimi sia per gli adulti sia per i minori e sono molti coloro che restano in questa situazione fino al compimento dei 18 anni di età. Ma anche a chi viene trasferito in comunità di prima accoglienza per i minori le cose non vanno molto meglio e Oxfam continua a raccogliere testimonianze di trattamenti inadeguati o palesemente contrari agli obblighi di legge. Così, seppure senza aiuti e mezzi, i minori fuggono. Nelle voci raccolte da Oxfam si coglie la loro determinazione a raggiungere il Nord Europa, spesso contando su una comunità che si è già stabilita all'estero, oppure la disperazione di voler fuggire a centri di accoglienza che somigliano a prigioni o dai quali non si sentono tutelati.

"Circa il 40 per cento dei minori non accompagnati è di fatto bloccata in Sicilia, spesso nei piccoli comuni di approdo: è l'effetto di una normativa nazionale che limita fortemente la possibilità che altre regioni italiane condividano la responsabilità dell'accoglienza di questi bambini e ragazzi, precludendo loro la possibilità di essere ospitati in strutture e contesti più attrezzati e dignitosi", dice Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. "Oxfam e le organizzazioni partner in Sicilia, come AccoglieRete e Borderline Sicilia, incontrano regolarmente ragazzi che raccontano di non essere stati informati della possibilità di presentare richiesta di asilo o del diritto di avere un tutore legale, ossia qualcuno che agisca nei loro migliori interessi e che tuteli i loro diritti. L'assegnazione di un tutore però può richiedere anche diversi mesi. Se la situazione dei bambini è particolarmente critica - conclude la nota di Oxfam - quella di coloro che compiono 18 anni non lo è di meno. Molti vengono semplicemente cacciati dai centri in cui soggiornavano, finendo così anche loro in mezzo a una strada.Tra dieci giorni i governi di tutto il mondo si incontreranno alle Nazioni Unite a New York per definire il loro impegno concreto per le persone costrette a fuggire: questo è il momento di chiedere loro di cambiare il destino di queste persone".
 
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