Che fine ha fatto Wanna Marchi?

09 settembre 2016 ore 14:57, intelligo
di Anna Paratore.

Di lei si può dire tutto e il contrario di tutto, ma non si può negare che nel suo lavoro fosse fin troppo brava, altrimenti provateci voi a irretire centinaia e centinaia di migliaia di telespettatori per vendergli “lo sciogli-pancia”, cremina che già il nome è tutto un programma, o le bustine di acqua e sale che vi faranno vincere al lotto e, perché no, anche al superenalotto, il tutto avvalendosi di un brasiliano arrivato in Italia per fare il cameriere, e finito per diventare “Mago Do Nascimento”.

A questo punto avrete capito che oggi vi raccontiamo di Wanna Marchi, della sua vita e di che fine abbia fatto dopo anni e anni di clamore. Wanna nasce a Castel Guelfo di Bologna nel 1942, nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale. La sua non è una partenza facile, visto che perde presto entrambi i genitori, e si deve limitare alle scuole dell’obbligo prima di cominciare a lavorare per mantenersi. Sceglie di fare l’estetista perché lavorare nel settore della bellezza l’ha sempre attratta. Ed è brava. Ma, soprattutto, Wanna è intelligente, e furba di quella furbizia casereccia che a volte può dimostrarsi davvero una gran dote. Riesce a farsi un bel numero di clienti col suo lavoro, e impara a vendere loro anche parecchi dei prodotti che normalmente usa nel suo lavoro. Fino a che non si fa venire in mente di ampliare il giro d’affari con prodotti di nicchia che scova chissà dove. Niente di complicato, creme basate sul micronizzato di tarassaco ed estratti di alghe. Il problema però è che per un business in grande stile, le sue clienti non bastano più. Così Wanna prende in considerazione di rivolgersi a un nuovo metodo di diffusione che in quel periodo sta nascendo: la televendita. Grazie alla liberalizzazione delle frequenze, nascono in quegli anni centinaia di piccole emittenti locali dove non è né difficile né troppo costoso ottenere degli spazi a pagamento. Dal 1983 la nostra comincia così a condurre il Wanna Marchi Show, con i figli Maurizio e Stefania Nobile, su ReteA. 

Potrebbe sembrare incredibile, eppure con il fare sguaiato, aggressivo, e la sua voce stridula marchiata da una pesante inflessione dialettale, la Marchi ha un successo travolgente, che travalica anche le sue più rosee aspettative. Il suo tormentone “D’accordo?”, che lancia durante le chiacchiere ogni 3 minuti, diventa una sorta di modo di dire, e finisce perfino nella Superclassifica show con un disco che l’imbonitrice incide insieme a un non meglio identificato gruppo denominato The Pommodores, giusto per fare il verso ai The Commodores. La sua popolarità diventa tale che nel 1990 Vanna Marchi viene ingaggiata come attrice minore nella parodia I Promessi Sposi, sceneggiato del trio comico Lopez, Marchesini, Solenghi, dove interpreta una imbonitrice che vende prodotti per curare la peste.

Probabilmente, se avesse continuato a vendere sciogli-pancia o creme simili, oggi staremo parlando di Wanna Marchi come un divertente personaggio della TV spazzatura, ma non è così che è andata. Vuoi perché ingolosita per la facilità con cui la gente la seguiva, vuoi perché magari mal circondata, nel 1996 Wanna fonda la società Ascié a r.l., con sede in Milano.  Tra i soci figurano la figlia Stefania Nobile e, per la prima volta, Mario Pacheco Do Nascimento.  All’interno di un anonimo caseggiato, viene appontato un mega centralino, mentre i tre vanno tutti i giorni in video, a spiegare l’utilità di non meglio precisate polverine che però permetterebbero di curare ogni male e di farti arricchire anche lì dove la povertà è quasi assoluta.  Scemenze, direte subito voi, ma fino a un certo punto perché in realtà le pozioni, i sassolini colorati e le polverini qualcuno lo fanno arricchire veramente, ed è il trio di truffatori Marchi, Nobile, Do Nascimento, dove quest’ultimo viene addirittura fatto passare per un potentissimo mago brasiliano.
Tutto sembra andare una meraviglia quando truffa oggi e approfittati domani, non arriva una pesante mazzata. E arriva da chi non te lo aspetteresti. Non dalle forze dell’ordine, che pure avrebbero dovuto vigilare, ma da un’altra trasmissione televisiva: Striscia la notizia. Al centralino di Striscia, infatti, è arrivata una segnalazione da parte di un’anziana signora di Milano. La poveretta confessa di aver acquistato dal perfido trio del materiale per un rito che si è poi rivelato normale sale da cucina. La signora l’avrebbe anche chiusa lì, tenendosi la fregatura, se non fosse che i tre continuavano a bombardarla con altre richieste di denaro, arrivando anche a tentare di spaventarla e a minacciarla pesantemente. Ecco così scattare la trappola di Striscia, che mette a nudo tutte le truffe e gli atteggiamenti scorretti usati.

Sottoposti alle autorità, i metodi della società della marchi vengono considerati truffaldini perché i numeri del lotto vengono promessi come personalizzati risultando invece essere gli stessi per tutti i clienti e il cloruro di sodio (normale sale da cucina)risponde a certe leggi chimiche che non si possono bypassare come invece il rito vorrebbe. Infine, I rametti d'edera definiti magici, erano recisi da una pianta nel cortile degli uffici societari. Le indagini portano al rinvio a giudizio di tutti e tre i personaggi, e il 9 maggio 2006, la Marchi, Francesco Campana e la figlia vengono condannati in primo grado dal Tribunale di Milano per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, con condanne rispettivamente di 10, 4 e 10 anni, e al risarcimento delle vittime (oltre 2 milioni di euro). Risarcimento reso in buona parte possibile dal sequestro di varie proprietà immobiliari intestate alla figlia Stefania Nobile. Vanna Marchi risulta nullatenente.  Mario Pacheco do Nascimento, partito per il Brasile sapendo di un suo probabile arresto, viene condannato con rito abbreviato a 4 anni. Con i tre finiscono nei guai e qualcuno anche in galera collaboratori, parenti e famigliari coinvolti nell’impresa.

L'8 ottobre 2011 Wanna Marchi ottiene il regime di semilibertà lavorando nel bar e ristorante La Malmaison Café, di proprietà di Davide Lacerenza, fidanzato della figlia Stefania Nobile. Il 30 ottobre 2012 si comunica che la Marchi potrà beneficiare di una sospensione temporanea della pena per prendersi cura della figlia che subirà una operazione chirurgica all'anca, fermo restando che il fine pena per la Marchi stessa rimane fissato al settembre 2015.
Dopo di allora è tornata d essere una donna libera. Ma avrà imparato la lezione?

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]