Lucio Battisti: oggi 18 anni dalla scomparsa, ma anche il ritorno “on-air”

09 settembre 2016 ore 15:15, Luca Lippi
Oggi, 18 anni fa, lasciava definitivamente la scena uno dei più grandi, influenti e innovativi cantanti italiani di sempre. Si parla di Lucio Battisti, scomparso per una malattia tenuta nascosta fino all’ultimo (per i non intimi) il 9 settembre del 1998.
Nato a Poggio Bustone (Rieti)  il 5 marzo 1943, è stato la genesi di pagine meravigliose della musica italiana degli ultimi 50 anni. 
Il regalo sarebbe già arrivato a luglio quando il Tribunale di Milano ha sentenziato e obbligato la società detentrice dei diritti che il canto di Lucio Battisti tornasse libero dopo che per anni se ne erano perse le tracce per una decisione artisticamente non condivisibile; destinare all’oblio la voce del “canto libero” non era accettabile.  Si può leggere della vicenda qui.
In tutta la sua carriera, iniziata a metà degli anni '60 e finita nel 1994 con la pubblicazione del suo ultimo album "Hegel", ha venduto oltre 25 milioni di dischi.
Una storia che inizia in una famiglia tipo piccolo-borghese che va per la maggiore nell'Italia di quegli anni: mamma casalinga e padre impiegato alle imposte. A Poggio Bustone il cognome Battisti è molto diffuso, non a caso mamma Dea si chiamava Battisti anche da nubile. Nel 1947 la famiglia si trasferisce a Vasche di Castel Sant'Angelo vicino Rieti e tre anni più tardi a Roma; durante le varie vacanze estive Poggio Bustone rimarrà sempre una meta fissa.

Lucio Battisti: oggi 18 anni dalla scomparsa, ma anche il ritorno “on-air”
In un'intervista lo stesso Battisti rivela qualche curiosità che rimane fra le rare dichiarazioni della sua vita, la riservatezza ha caratterizzato tutta la vita del cantante. 
Racconta di se stesso: “I capelli ricci li avevo anche da bambino e così lunghi che mi scambiavano per una bambina. Ero un ragazzino tranquillo, giocavo con niente, con una matita, con un pezzo di carta e sognavo. Le canzoni sono venute più avanti. Ho avuto un'infanzia normale, volevo fare il prete, servivo la messa quando avevo quattro, cinque anni. Poi però una volta, siccome parlavo in chiesa con un amico invece di seguire la funzione - io sono sempre stato un grosso chiacchierone - un prete ci ha dato uno schiaffo a testa. Magari dopo sono intervenuti altri elementi che mi hanno allontanato dalla chiesa, ma già con questo episodio avevo cambiato idea”.
Nel 1964 compone assieme a Roby Matano le sue prime canzoni, per poi approdare al primo 45 giri, "Per una lira". Il fatto curioso è che i produttori decisero di non mettere il suo volto in copertina perchè ritenuto di scarso "appeal". Così si ricorse ad un compromesso, mostrandolo a figura intera, di spalle, abbracciato a un ragazza, mentre sui due campeggiava la riproduzione di una liretta, monetina già a quel tempo assai rara.
Nel 1965 l'incontro determinante con Giulio Rapetti, tra i più noti "parolieri" del panorama italiano, sotto lo pseudonimo di Mogol. I due trovano una giusta forma di simbiosi che durerà felicemente per oltre tre lustri, durante i quali assieme scriveranno alcune pietre miliari della musica leggera italiana.
Ha mantenuto il contatto con il pubblico solo attraverso i suoi dischi e qualche sporadica intervista concessa alla stampa, ignorando televisioni e concerti, ritirandosi in campagna. Per realizzare prodotti migliori e all'altezza delle sue aspettative, dapprima istituì una sala di registrazione personale direttamente in casa e in seguito, alla ricerca di un suono sempre più moderno, cercò studi ottimali in Inghilterra o negli Stati Uniti.
Il 9 settembre 1998 Lucio Battisti si è spento, suscitando enorme clamore e commozione in Italia, il Paese che lo ha sempre amato e sostenuto malgrado la decennale assenza dalla ribalta mediatica. Ricovero e malattia, prima del decesso, sono stati dominati dal silenzio quasi assoluto sulle reali condizioni di salute.

autore / Luca Lippi
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