Renzi: "D'Alema mi odia, ama Berlusconi". Referendum: "Non c'è fascismo"

09 settembre 2016 ore 16:06, Americo Mascarucci
"Siamo pronti a discutere di modifiche all'Italicum ma non siamo per fare la guerra. Pensiamo sia un'ottima legge, però dovrebbero farci delle proposte. A me basta che ci sia la riconoscibilità del candidato". 
Il Premier Matteo Renzi ha scelto la festa dell'Unità di Firenze per togliersi i sassi dalle scarpe tirandoli soprattutto addosso al più insidioso dei nemici interni, Massimo D'Alema che ha mobilitato parte del Pd per il No al referendum.
"Ce l'ha con me perché non l'ho nominato alto rappresentante della politica estera europea -rivela Renzi - Io ero disposto a farlo ma per quel ruolo ci voleva una donna, anche se si tagliava i baffi se ne sarebbero accorti. Il punto centrale è che io non credo si possa fare una battaglia politica per un risentimento personale: si fa politica per sentimento, non per risentimento".

Renzi: 'D'Alema mi odia, ama Berlusconi'. Referendum: 'Non c'è fascismo'
Renzi spiega poi come sia stato di fatto impossibile trovare un'intesa con lui:
" Ho provato ad ascoltarlo, lui dice no a costituzioni approvate a maggioranza ma l'ultima riforma così approvata porta la firma di Massimo D'Alema. Che l'ha votata a sua insaputa evidentemente. Noi siamo coerenti con il nostro passato, lui è coerente con Brunetta, Salvini e Grillo". 
Da qui la stoccata finale: "Berlusconi e D'Alema si vogliono tanto bene e torneranno a fare e disfare".
Non poteva mancare un riferimento all'appuintamento referendario: "Chi dice che se vince il sì l'Italia diventerà fascista si deve vergognare. Occorre avere cura delle parole. Io rispetto chi vota no, ma non si può sostenere il no dicendo che arriva il fascismo".
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