"Il Paese ritrovato" rivoluziona la vita dei malati di Alzheimer

09 settembre 2016 ore 21:24, Orietta Giorgio
"Il Paese ritrovato" nascerà a Monza e sarà dedicato a chi, a causa della malattia, sta perdendo la propria autosufficienza, in alcuni casi la memoria e l’identità. Ideato dalla cooperativa La Meridiana, sarà operativo entro i primi mesi del 2018. 

Il Consiglio Comunale di Monza ha autorizzato l’avvio del cantiere, il nuovo Villaggio, il primo in Italia, nascerà per ospitare e curare le persone con forme di demenza e affette dalla sindrome di Alzheimer.

Roberto Mauri, direttore della cooperativa La Meridiana, definisce il progetto "una rivoluzione": "È il ribaltamento delle cure che tradizionalmente venivano riservate a pazienti di questo tipo. Solitamente una volta ricoverate queste persone tendono a fuggire o diventano violente, vengono quindi sedate e contenute, costrette spesso in carrozzina perché non si facciano male. In questo modo vogliamo invece proporre a questi anziani una vita il più normale possibile, lontani dallo stress e godendo di tutta la libertà che avrebbero stando a casa loro, ma alleviando le famiglie dell’immane peso di dover gestire da soli malati di questo tipo".

Il progetto si concretizza nella costruzione di un piccolo villaggio autosufficiente nel quale i malati, in tutta sicurezza, vivono in appartamenti protetti ma possono muoversi anche in modo autonomo nella piazza, al caffè, nei negozi e al cinema, così da permettere loro di condurre una vita quasi normale, di sentirsi a casa e di ricevere nello stesso tempo le cure necessarie.

In Europa, una struttura simile, è a Weesp, in Olanda. Le analisi del modello olandese hanno evidenziato i benefici ottenuti dagli ospiti del Villaggio: meno stress, meno uso dei farmaci, più serenità anche per i familiari dei pazienti.  

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