Il flop di Grillo, il processo a Di Maio, Casaleggio tace: il post voto M5S

13 giugno 2017 ore 10:39, intelligo
I 5 Stelle cadenti, afflosciati, perdenti. E' l'analisi post voto degli analisti che manda su tutte le furie Beppe Grillo che dal suo blog ha mostrato di non accusare il colpo e ha scelto di replicare duramente. Ma il Movimento soprattutto a Parma ha subito la prova amministrative con Pizzarotti che viene approvato dall'elettorato, lui il reietto che piace alla gente però. Tanti politologi in queste ore stanno analizzando i dati alla luce di varie considerazioni: hanno sottovalutato e ignorato la battaglia per i comuni, concentrandosi esclusivamente sulle prossime politiche, dicono alcuni; altri ribattono che non hanno più classe dirigente spendibile. Insomma hanno perso la spinta  propulsiva, colpa anche delle facce. 
Il flop di Grillo, il processo a Di Maio, Casaleggio tace: il post voto M5S
OPINIONI: Il forzista Fabrizio Di Stefano parla del calo Movimento 5 Stelle spiega in un'intervista che "la prova di Roma e Torino ha sicuramente avuto un ruolo importante, ma c’è di più. Fino a quando questo movimento si nasconde dietro un simbolo o dietro la proiezione telematica di Grillo-Casaleggio ha una forza, nel momento in cui mette in campo le facce dei suoi esponenti, questa forza si riduce enormemente". Insomma nella tornata elettorale è venuta fuori la scarsa competitività dei candidati del Movimento 5 Stelle. Per il resto, dipende molto dalla legge elettorale. Non è un caso che fino a quando era in vita il modello tedesco, il punto essenziale della loro riforma è stato il voto disgiunto tra candidato del collegio e lista collegata. E poi via con le profezie: "I Cinque Stelle pagheranno questo gap anche alle politiche” avverte sempre il forzista. 
Poi c'è l'ex ideologo Paolo Becchi che affonda il coltello nella ferita: "Per un partito che dice di essere la prima forza politica del Paese, non andare al ballottaggio in nessuna grande città non è certo un incidente di percorso o una semplice battuta d’arresto.  Il risultato lo definirei drammatico. Le cause sono evidenti: il cambiamento di linea e il fatto che nelle amministrazioni in cui governano non ne fanno bene una. A parte Roma e Torino, direi che ovunque sono al governo, vedi Livorno, le città del Sud o delle Isole, i risultati sono fallimentari. Mi viene da pensare a quando Grillo sconfessò la Cassimatis dopo aver vinto le primarie online a Genova e disse ai militanti: 'Fidatevi di me'. Oggi abbiamo avuto la prova che la fiducia è una cosa seria e gli elettori la danno alle cose serie. La gente ha capito che quel 'fidatevi di me' è la negazione stessa della democrazia".

"Per un partito che dice di essere la prima forza politica del Paese, non andare al ballottaggio in nessuna grande città non è certo un incidente di percorso o una semplice battuta d’arresto.  Il risultato lo definirei drammatico. Le cause sono evidenti: il cambiamento di linea e il fatto che nelle amministrazioni in cui governano non ne fanno bene una. A parte Roma e Torino, direi che ovunque sono al governo, vedi Livorno, le città del Sud o delle Isole, i risultati sono fallimentari. Mi viene da pensare a quando Grillo sconfessò la Cassimatis dopo aver vinto le primarie online a Genova e disse ai militanti: 'Fidatevi di me'. Oggi abbiamo avuto la prova che la fiducia è una cosa seria e gli elettori la danno alle cose serie. La gente ha capito che quel 'fidatevi di me' è la negazione stessa della democrazia". http://www.intelligonews.it/a/62746/

PIAZZA GRILLINA IN CRISI: Insomma la crepa è appena avvenuta: con la democrazia diretta della rete-sovrana che non attrae più, la formazione di nuovi politici grillini che non parte e che mette in crisi l'intero movimento. Era il rischio di un soggetto che si proponeva come protestatario e moralista di opposizione, che quando si cimenta con la mediazione, col governo razionale delle cose, cade e si fa male. E così è successo anche a Di Maio e Di Battista, due grillini in crisi per molte testate giornalistiche. 

RIBATTE GRILLO: "Il M5S è stata la forza politica più presente a questa tornata elettorale - attacca Beppe Grillo sul suo blog -. Gli altri partiti si sono camuffati, soprattutto il Pd che si è presentato in circa metà dei comuni rispetto al MoVimento". E ancora: "I risultati sono indice di una crescita lenta, ma inesorabile". Poi l'attacco ai giornali: "Tutte le prime pagine dei giornali sono però dedicati al fallimento del M5S. Illudetevi che sia così per dormire sonni più tranquilli. Noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada". Questo mentre Casaleggio tace, perchè di politica parla solo Beppe, lui è un organizzatore e un "capo informatico", insomma. Ma così non può andare. 

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autore / intelligo
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