Migranti minorenni sequestrano garante per l'infanzia: un'ora di terrore

16 febbraio 2017 ore 10:41, Americo Mascarucci
La garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, insieme con altre persone, è stata sequestrata per circa un'ora all'interno della comunità per minorenni stranieri non accompagnati di Cassano delle Murge (Bari), mentre stava effettuando un giro di incontri in Puglia. Era accompagnata fra gli altri anche dal Garante regionale Rosy Paparella.

I fatti
La dottoressa Albano era andata lì per sincerarsi delle condizioni dei minorenni non accompagnati e per verioficare il rispetto dei diritti. Per tutta risposta si sono ritrovati tutti sotto sequestro, con attimi di terrore quando numerosi ospiti della struttura sono arrivati a minacciare di tagliare la gola alla responsabile della comunità che accompagnava la delegazione. La tensione sarebbe salita quando alcuni componenti la delegazione avrebbero tentato di uscire dalla struttura ritrovandosi le auto circondate dai mionori decisi a non far uscire nessuno mentre dentro gli altri minacciavano la responsabile. 
La situazione si è calmata quando una persona è riuscita a chiamare i Carabinieri avvertendoli di quanto stava avvenendo. I militari giunti prontamente sul posto sono poi riusciti a "liberare" la dlegazione dopo aver parlato con i minori convioncendoli ad interrompere la protesta consentendo a tutti di uscire.
Migranti minorenni sequestrano garante per l'infanzia: un'ora di terrore

Le reazioni 
Rosy Paparella garante dei monori della Puglia ha poi scritto su Facebook:
"Quello che è successo oggi pomeriggio rende l'idea di quanto le istituzioni non riescano a assicurare tempestivamente i diritti ai minori stranieri soli "trattenuti" ben oltre i 60 giorni previsti nelle strutture governative. Doloroso e difficile aver vissuto questa esperienza, ancor più dolorosa e difficile la condizione che vivono questi ragazzi, e gli operatori che se ne prendono cura.Ma non ci fermiamo, e domani saremo a Trani, in un altro centro, e continueremo a fare pressioni sul Ministero dell'Interno perchè acceleri il percorso di trasferimento e di collocamento dei ragazzi in contesti più adeguati!"
Sempre Pararella ha riferitio che "I ragazzi al momento del "sequestro" - urlavano: ci fanno mangiare, ci fanno dormire, ma noi non andiamo a scuola. Non facciamo niente, non vediamo nulla per il nostro futuro. Non crediamo più a nessuno, perché sono venuti dal ministero e ci hanno detto un sacco di balle".
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