Consiglio di Stato Vs Tar su musei: riassunti i direttori di Franceschini

16 giugno 2017 ore 12:32, Americo Mascarucci
Il Consiglio di Stato ha sospeso il licenziamento dei 5 direttori menager dei musei autonomi nominati dalla Riforma Franceschini, le cui nomine erano state giudicate illegittime dal Tar. Il supremo organo amministrativo ha infatti accolto il ricorso del Ministero e sospeso i due provvedimenti con i quali il Tar, il 25 maggio scorso, li aveva dimessi. Daoggi quindi, in attesa della sentenza definitiva prevista per il 26 ottobre, torneranno in servizio Paolo Giulierini del Mann, il museo nazionale archeologico di Napoli, Eva Degli Innocenti, direttrice del MarTa di Taranto, Carmelo Malacrino direttore del Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Peter Asman, direttore del Palazzo Ducale di Mantova e la direttrice delle Gallerie Estensi di Modena Marta Scalini.
Consiglio di Stato Vs Tar su musei: riassunti i direttori di Franceschini

LA DECISIONE - La Sesta sezione del Consiglio, con le ordinanze 2471 e 2472, ha fissato per il 26 ottobre l'udienza pubblica per decidere con sentenza le questioni relative alla legittimità delle nomine dei direttori dei musei. Il Consiglio di Stato quindi, "considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi in primo grado - titolari di incarichi che durante il corso del processo continuano a svolgere - ha deciso, in via cautelare, che i direttori, le cui nomine erano state annullate dalle sentenze del Tar, riprendano a svolgere le loro funzioni in attesa della sentenza, a tutela della loro posizione lavorativa e retributiva".

LA RIFORMA - Con la Riforma il ministro Dario Franceschini ha concesso a 32 musei la possibilità di valutare autonomamente le varie scelte operative, dal punto di vista finanziario, scientifico, organizzativo e contabile. Contemporaneamente, ha scelto di estendere la selezione dei direttori al di fuori dei confini nazionali. 
"Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori - aveva protestato Franceschini dopo la sentenza del Tar - Non ho parole, ed è meglio. Faremo subito appello al Consiglio di Stato. Sono preoccupato per la figura che l'Italia fa nel resto del mondo, e per le conseguenze pratiche perché da oggi alcuni musei sono senza direttore". 

LA SENTENZA DEL TAR - Secondo i giudici del Tar, i criteri utilizzati per la selezione presentavano varie anomalie, in primo luogo quelli presi in considerazione per la scelta dei candidati da ammettere al colloquio, dopo la valutazione dei titoli presentati, dai quali non si ravvisava la possibilità, a detta dei giudici, di comprendere il reale punteggio attribuito a ciascun candidato". Inoltre, il Tar poneva l’accento sulle modalità vere e proprie con le quali aveva avuto luogo il colloquio di alcuni candidati via Skype, ovvero colloqui video, senza la presenza di alcun tipo di testimone estranei. Il Tar sottolineava la necessità che "durante le prove orali sia assicurato il libero ingresso allocali". In ultimo, l'argomento più dibattuto riguardava il criterio adottato per riconoscere a quali partecipanti dare la possibilità di concorrere all’assegnazione del ruolo. Secondo il Tar, infatti, questa poteva essere concessa unicamente a cittadini che hanno la cittadinanza italiana, poiché alcuna norma derogatoria darebbe al Ministro la possibilità di dare incarichi da dirigenti pubblici a cittadini stranieri.
Fin qui il Tar. La partita non è chiusa visto che il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi nel merito e non è detto che alla fine non confermi quanto stabilito dal Tar. Intanto fino ad ottobre i direttori dei musei (e il ministro Franceschini) potranno tirare un sospiro di sollievo).

#direttorimusei #tar #consigliodistato #franceschini

caricamento in corso...
caricamento in corso...