M5S ko: il Tribunale di Palermo sospende le regionarie

19 settembre 2017 ore 12:00, Luca Lippi
Il Tribunale di Palermo sospende l’esito delle regionarie palermitane grilline. Il Movimento 5 stelle ha ricevuto una spallata sia a livello regionale sia a livello nazionale. Non è proprio acqua sul fuoco nei giorni in cui infuriano le polemiche sulla scelta del candidato premier. Insomma, il sistema di scegliere i candidati da parte del M5S comincia a fare emergere divere crepe.

IL FATTO
Il Tribunale di Palermo è intervenuto dopo che L’attivista palermitano Mauro Giulivi si è visto escludere dalla corsa per l’elezione e Presidente della Regione Sicilia. Giulivi ha giustificato così il suo ricorso al Tribunale di Palermo: “Sono stato escluso dai candidati al Consiglio Comunale di Palermo in maniera illegittima e, nonostante volessi firmare il codice etico, non sono stato messo nelle condizioni di farlo, e anche questo è stato riconosciuto dal giudice”. Il tribunale di Palermo ha confermato la sospensione dell’esito delle regionarie.
M5S ko: il Tribunale di Palermo sospende le regionarie

IL DECRETO DEL GIUDICE
Il decreto del giudice blocca il risultato del primo turno di votazione limitatamente ai candidati della provincia di Palermo”, tra i quali sarebbe rientrato Giulivi se non fosse stato escluso. In virtù del provvedimento depositato dal giudice Claudia Spiga risultano così sospese la determina del 4 luglio con cui erano stati scelti i 16 candidati più votati a Palermo, inseriti quindi nella lista che verrà presentata, sotto il simbolo M5S, per l’Assemblea regionale, e di conseguenza anche il risultato del secondo turno che ha decretato Giancarlo Cancelleri come portabandiera pentastellato nella corsa alla presidenza della Regione.

GIULIVI ATTACCA LA "STRATEGIA" DEL MOVIMENTO
Giulivi ha sottolineato che certe pratiche ostative rischiano di compromettere i principi fondanti del M5S: "Il Movimento 5 Stelle ha fatto della trasparenza e dell'onestà le proprie bandiere. Se c'è chi sta portando avanti  strategie di eliminazione sta creando un grosso danno al Movimento. Si può lavorare tutti insieme se si pone fine a questi comportamenti, contrari alla legge, discriminatori e tipici della vecchia politica. Il Movimento 5 Stelle è altro".
In estrema sintesi, si può ipotizzare il rischio concreto di mutazione della democrazia diretta in monarchia.

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autore / Luca Lippi
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