Camera approva legge biotestamento. Grillini per il "dottor morte"

20 aprile 2017 ore 21:24, intelligo

di Eleonora Baldo


E’ passato, pochi minuti fa, alla Camera dei deputati con 327 voti favorevoli e 36 contrari, il disegno di legge sul biotestamento. Superato il primo ostacolo, la discussione passa ora al Senato, anche se tra i banchi di Montecitorio le polemiche non si placano. 

Hanno votato a favore Pd, Movimento 5 stelle, Sinistra italiana e Mdp, i deputati di Civici Innovatori e di Alternativa livera; contrari i partiti di centro destra - Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia - che hanno tuttavia lasciato libertà di coscienza ai propri parlamentari. 

La legge preposta al regolamento delle fasi del fine vita, elaborata dalla commissione sul Biotestamento presieduta da Mario Marazziti, introduce alcuni importanti principi che secondo lo stesso garantirebbero la “codificazione dell’umanizzazione del morire. 

AUTODETERMINAZIONE - Sul fronte del diritto all’autodeterminazione del paziente, la legge prevede la possibilità beneficiare di un accompagnamento al fine vita attraverso cure palliative e terapia del dolore “anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico” prevenendo quindi l’evenienza del cosiddetto “abbandono terapeutico” del malato, come precisato dall’articolo 1-bis “è sempre garantita un'appropriata terapia del dolore, con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l'erogazione delle cure palliative di cui alla legge 15 marzo 2010, n. 38.

Camera approva legge biotestamento. Grillini per il 'dottor morte'

OBIEZIONE DI COSCIENZA -Tra gli obblighi in capo al medico si prevede l’astensione “da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati” e l’annotazione nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario del paziente le motivazioni alla base della decisione di procedere o meno alla somministrazione della sedazione palliativa profonda e della terapia del dolore, previo consenso del paziente. Tuttavia, la legge riconosce il bilanciamento tra principi etici, garantendo la possibilità di obiezione di coscienza per il medico che potrà decidere di non “staccare la spina” essendo, dall’altra parte, sollevato da ogni forma di responsabilità in relazione alle conseguenze derivanti dalla scelta del paziente di non proseguire le cure e le terapie fondamentali, come la somministrazione di cibo e liquidi.

CLINICHE PRIVATE - Infine, il testo uscito dalla Camera, prevede - diversamente dal disegno iniziale - che quanto deciso dal soggetto in merito al proprio fine vita venga rispettato e applicato tanto nelle strutture pubbliche quanto in quelle private che inizialmente si volevano licenziate “da applicazioni non rispondenti alla carta dei valori su cui fondano i propri servizi”.

LE REAZIONI - Dure le reazione di molti esponenti politici, dichiaratisi fermamente contrari a quanto approvato a Montecitorio questa sera, in primis Mario Adinolfi, leader de “Il Popolo della Famiglia” che dal suo profilo Facebook tuona contro “l’asse tra Pd e Movimento 5 Stelle, già sperimentato sulle unioni gay e sul divorzio breve, ha retto anche su questo terreno di devastazione dell’etica pubblica”, reo di aver sostenuto una legge che “legittima l’uccisione per fame e per sete dei soggetti più deboli” . 



autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...