Renzi prepara lo sgambetto a Gentiloni? Nel mirino anche Berlusconi

23 gennaio 2017 ore 12:38, Andrea De Angelis
#Renzi contro #Gentiloni, ma la disputa vera è con #Berlusconi. Perché se #ForzaItalia sembra pronta a poter dare una mano al #Governo affinché i numeri al #Senato si trovino, è proprio l'ex premier a volere che lo stesso resti un terreno difficile per tutti. Una sorta di vendetta: gli italiani non lo avranno riformato al referendum, ma adesso Palazzo Madama non può diventare neanche un terreno fertile per l'Esecutivo. Garantendogli, questo è il punto, di superare senza difficoltà la primavera e l'estate, così da arrivare poi senza particolari intoppi fino al termine della legislatura. Il segretario del Partito Democratico vuole il voto già a giugno, sa benissimo che ogni mese lasciato alle spalle equivale a minori possibilità di tornare a Palazzo Chigi. In questo senso ogni possibile accordo, che qualcuno chiama stampella, altri normali evoluzioni parlamentari, non può che essere osteggiato, in modo più o meno diretto, dal politico fiorentino. 

Renzi prepara lo sgambetto a Gentiloni? Nel mirino anche Berlusconi
Luigi Zanda presidente della commissione Affari costituzionali, ruolo chiave per il nuovo sistema di voto; Andrea Marcucci, iper-renziano nuovo capogruppo del Pd a Palazzo Madama, intesa sul giudice costituzionale chiamato a sostituire il dimissionario Giuseppe Frigo e patto per portare all’Agcom, l’authority che vigila sul contrasto tra Vivendi e Mediaset, Vito Di Marco, ex collaboratore del forzista Paolo Romani ma con 15 anni di militanza “dura e pura” nei Ds a Bologna, oltre a una competenza specifica nel settore delle comunicazioni. Questo è il pacchetto che porta a un patto tra Pd e Forza Italia per modificare insieme la legge elettorale e portare avanti la legislatura. Almeno secondo La Repubblica, che in un pezzo di De Marchis dà proprio questa come chiave di lettura: Gentiloni si rafforza, ma Renzi non ci sta. 
Anche perché, come detto all'inizio, sullo sfondo c'è la non comoda presenza di Silvio Berlusconi. Da Mediaset a quello che fu il Nazareno, il rapporto tra i due ex inquilini di Palazzo Chigi è sempre stato frizzante. In particolare l'accordo, poi rotto quando Mattarella arrivò al Quirinale (ma secondo altri già in precedenza), raggiunto nella sede romana del Pd ha lasciato cicatrici non semplicissime da cancellare. Anche se negli ultimi giorni il cosiddetto "dialogo a distanza" sembra essere ripreso...
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